Benevento, al Fatebenefratelli il convegno “Donne invisibili – Il male di vivere e l’anoressia”

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Prosegue con grande interesse la stagione convegnistica organizzata dall’Ospedale Sacro Cuore di Gesù – Fatebenefratelli – di Benevento.

Venerdì 7 Giugno, alle ore 9.00, il Centro congressi della struttura sanitaria di Viale Principe di Napoli ospiterà un convegno caratterizzato da un tema di grandissima attualità dal titolo “Donne invisibili – Il male di vivere e l’anoressia”, organizzato da Maria Giuseppina Colatruglio, Responsabile Servizio Psicologia Fatebenefratelli e da Raffaello Giovanni Rabuano, Direttore UOC di Pediatria Neonatologia ed UTIN Fatebenefratelli.

Obiettivo  del convegno – affermano i responsabili scientifici – è quello di porre in evidenza la complessità dei Disturbi Alimentari (DA) ed in particolare dell’Anoressia nervosa.

I DA vanno considerati come disturbi di natura psichiatrica, ma le imponenti complicanze organiche, talvolta devastanti per il paziente, incrementano non solo il tasso di mortalità ma anche di cronicità e di invalidità e li pongono in una terra di confine per il sovrapporsi di aspetti psichiatrici e internistici che ne rendono difficoltoso non solo l’inquadramento nosografico, ma anche l’approccio terapeutico.

La difficoltà di trovare una cura soddisfacente per queste patologie risiede principalmente nella loro complessità (si pensi che al loro esordio concorrono, con peso variabile e con svariate possibilità di combinazione, molteplici fattori di ordine biologico, psicologico, familiare e sociale) e multiformità, tali che i soggetti che ne sono affetti presentano caratteristiche comuni ma anche molti aspetti unici, dipendenti tra l’altro dall’elevata frequenza di comorbilità psichiatrica e dall’evoluzione e trasformazione nel tempo dei sintomi di presentazione.

I trattamenti efficaci necessitano di una equipe di terapeuti che sappiano integrare le loro competenze, senza dimenticare che le sole abilità tecniche senza un’autentica relazione terapeutica non sono sufficienti per ottenere la guarigione.

Non esiste, al momento, il trattamento perfetto o d’elezione per i disturbi alimentari. Molti approcci – concludono Colatruglio e Rabuano – sono stati proposti e applicati, e ne vengono suggeriti sempre di nuovi per cercare di affrontare la complessità clinica di queste patologie.