Benevento, l’ex assessore De Luca: per i disagi del Rummo, Mastella porti il Sannio via dalla Campania

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A seguito dei reiterati interventi relativamente all’Ospedale Rummo della nostra città ritengo doveroso intervenire come medico dirigente presso lo Stesso, e soprattutto come cittadino di Benevento. Da qualche tempo – si legge in una nota a firma dell’ex assessore a Palazzo Mosti, Nicola Danilo De Luca – non passa giorno infatti senza che qualcuno si senta in dovere di denigrare il nostro Ospedale. Chiariamo innanzitutto che quando un medico va via, lo fa per tre ordini di motivi: il primo, la quiescenza, raggiunge i requisiti per la pensione; il secondo, perché preferisce andare a lavorare nel privato dove si guadagna più che nel pubblico; il terzo per le distanze vale a dire se un medico risiede a Napoli avendone la possibilità sceglie di lavorare il più vicino possibile alla propria residenza.

Premetto che personalmente – continua la nota – ho sempre preferito il pubblico efficiente al privato, l’esperienza che si acquisisce nelle strutture pubbliche non è neanche lontanamente paragonabile al lavoro che si fa altrove. Detto questo piuttosto che continuare a dire cose, bisognerebbe ripensare al sistema delle assunzioni. E’ statistica che il più delle volte i medici vincitori di concorso provenienti da altre città non siano peggiori, ma nemmeno migliori di quelli locali. E’ la formazione quello che più conta.

Oggi al Rummo abbiamo una situazione di carenza di anestesisti poiché cinque di essi residenti a Napoli, formatisi al Rummo il primo giugno hanno tutti preso servizio presso ospedali napoletani. Piuttosto che continuare a fare il tiro al piccione che oggi si chiama Vincenzo De Luca di Salerno, e certamente domani sarà di nuovo qualcuno di Napoli, bisognerebbe sempre nel rispetto dei ruoli ricoperti che ci si organizzasse una volta e per tutte per andare via dalla Regione Campania, evidentemente e forse legittimamente matrigna con i territori interni come Benevento. Basterebbe visitare Salerno per capire quanto ha fatto Vincenzo De Luca giustamente amato dai suoi concittadini o andare a Napoli per vedere i passi da gigante fatti. Per di più queste città hanno il mare, il porto e le infrastrutture, sono limitrofe alla costiera ed ad isole tra le più belle del mondo. Ora è ovvio che queste realtà al di là delle dimensioni, fruiscano di fondi regionali che hanno ben altri numeri e questo vale per la sanità, i trasporti, i rifiuti e quant’altro, è necessario e non più rinviabile che il Sannio pensi concretamente all’uscita da questa regione per andare in regioni con analogie territoriali; questa sì che sarebbe un’azione meritoria!

Qui – prosegue la nota – non si tratta di difendere questo o quel Direttore; a proposito qualche Consigliere Comunale che oggi difende l’operato di passati Direttori Generali dovrebbe ricordare che nel gennaio 2005 votò a favore della loro destituzione, ma questo è un altro discorso. Io credo che chiunque amministri lo faccia nel migliore dei modi e nell’interesse esclusivo della collettività, almeno così dovrebbe essere.

L’accorpamento con l’Ospedale di Sant’Agata è stato obbligato per evitarne la soppressione e per non rischiare perdere il DEA di secondo livello per al Rummo, immaginare l’Ospedale di Sant’Agata polo oncologico regionale è una buona idea, inoltre pensare per quella struttura alla lungodegenza e alla fisioterapia è perfettamente condivisibile; parlare invece come si sente in giro di una piccola copia conforme al Rummo con Pronto Soccorso e Unità Operative equivale solo ad un mero esercizio di populismo fine a se stesso. Veniamo infine ad altre dolenti note, la burocrazia, il pieno rispetto delle normative che al Rummo esiste, e con i conti in ordine, può determinare ritardi anche per la riparazione di apparecchiature importanti o lo svolgersi i maniera rapida dei concorsi.

Il Rummo oggi soffre molto la carenza di personale imposta dalla legge negli anni scorsi, ci vorrà un po’ di tempo ancora. Coloro che parlano devono avere maggiore rispetto dei medici e dei dipendenti che continuano a lavorare quotidianamente presso il nostro Ospedale nonostante le carenze. Al Rummo si lavora come prima che se ne andassero diversi colleghi, ed è gravissimo che nonostante gli sforzi ed il sovraccarico di lavoro di chi rimane si continua ad instillare nell’opinione pubblica un clima di sfiducia che facilmente poi sfocia nell’intolleranza espressa nelle varie forme, alcune di esse anche gravi.

Ed infine arriviamo al Pronto Soccorso; ricordo ai più che sovente il Cardarelli è preso di mira dai media per le barelle nel P.S., ora premesso che il Cardarelli e il primo Ospedale del Mezzogiorno d’Italia va detto che quando si è costretti a stare in barella a volte anche per giorni è perché i posti nei vari reparti sono occupati da persone che sono in cura, pertanto avere pazienti in barella al P.S. vuol dire esattamente il contrario di ciò che spesso si va affermando, avviene evidentemente perché si lavora e molto.

Concludo sottolineando che aldilà di qualche doverosa precisazione, il mio intento è quello di unire tutte le forze per migliorare la vita in questa provincia immaginando magari il Nostro Sindaco votato come Vincenzo De Luca dai cittadini a capo di una delegazione con i nostri sei Parlamentari Nazionali eletti con il Rosatellum, ad occuparsi questa volta senza tentennamenti per fare in modo che Benevento esca dalla Regione Campania. Saremmo anche noi domani orgogliosi se ciò avvenisse, di chi ci ha rappresentato.