Benevento, l’importanza della diagnosi delle dislipidemie ed il rischio cardiovascolare

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Ha riscosso grande interesse il convegno organizzato presso l’Auditorium “Giuseppe D’Alessandro” dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Benevento, sul tema “Le dislipidemie ed il rischio cardiovascolare”.

Il  programma è stato   dedicato all’aggiornamento delle strategie di screening, diagnosi e terapia delle dislipidemie, attraverso il contributo di relatori esperti sulla tematica con particolare riferimento al miglior modo di gestirne il decorso clinico.

Il prof. Marcello Arca –  Responsabile Centro per le relazioni metaboliche e rare Università La Sapienza – contando sulla sua robusta esperienza, ha reso semplice concetti molto complessi del metabolismo lipidico offrendo spunti alla dottoressa D’Erasmo, sua giovane collaboratrice ricercatrice, a meglio definire “gli spazi” entro cui collocare il sospetto di malattia genetica dei lipidi, avvalorato da strumenti che vanno dal dato clinico a quello anamnestico passando per gli esami specifici di laboratorio.

Il prof Paolo Calabrò (Ordinario di Cardiologia Università Vanvitelli di Napoli) ed il dottore Antonio Renna, hanno esposto i rischi associati a tali patologie: sul fronte cardiovascolare il prof Calabrò, da sempre molto sensibile agli aspetti strettamente legati alla prevenzione,  e su quello cerebrovascolare il dott Renna che si è soffermato anche su interessanti note di fisiopatologia della circolazione intracranica.

Il dottor Giovanni Pigna, infine, ha mostrato poi quali sono i primi strumenti farmacologici necessari a rispondere ai criteri delle “linee guida” in merito ai targets lipidici : statine , confronto fra potenze per classi, combinazione con Ezetimibe e gestione degli eventuali eventi avversi per intolleranza.

Il messaggio finale, rinforzato dalla relazione del dottor Francesco Natale sulle le nuove frontiere farmacologiche ipolipemizzanti, dagli anticorpi monoclonali alla Lomitapide, scelta terapeutica quest’ultima maggiormente rivolta alle forme rare di Ipercolesterolemia familiare e nel futuro abbastanza prossimo anche verso le severe ipertrigliceridemie, è stato quello di aumentare con larga condivisione della platea la consapevolezza di affrontare in modo marcato e precoce le dislipidemie.

Comune denominatore è che ne vengano ben caratterizzate le cause, siano esse di natura genetica siano esse prevalentemente associate a sovrappeso e sedentarietà dove la terapia potrebbe essere persino inefficace se scelta a valle per effetto maggiormente “cosmetico” sul profilo lipidico.