Benevento, Mensa scolastica: la Guardia di Finanza sequestra i documenti

137

BENEVENTO – Un nuovo capitolo nella vicenda che riguarda il servizio di mensa scolastica nel comune di Benevento.

Dopo l’annullamento della gara d’appalto e la successiva procedura negoziata per l’assegnazione provvisoria, stamane i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Benevento, diretti dal tenente colonnello Luca Lauro, hanno sequestrato i documenti relativi sia alla gara d’appalto che alla procedura negoziata.

“L’incontro previsto per oggi alle ore 15,00 tra l’associazione Altrabenevento e la cooperativa Quadrelle 2001 di Quindici (AV) che gestisce il servizio di mensa scolastica del Comune di Benevento, è stato rinviato a data da stabilire a causa della contemporanea presenza presso l’azienda dei militari della Guardia di Finanza. L’incontro chiesto dal direttore tecnico della Quadrelle 2001, doveva servire per chiarire i rapporti tra la ditta avellinese e la Ristorò della famiglia Barretta e per fornire documenti sull’analisi dei costi relativi al servizio.  I finanzieri su disposizione della Procura della Repubblica in mattinata hanno sequestrato presso il Settore Servizi Sociali del Comune tutti gli atti  relativi alla gara di appalto assegnata alla GLM concorrente della Quadrelle 2001 e poi annullata e al successivo affidamento temporaneo alla società avellinese.
Così scrive in una nota l’associazione Altrabenevento.
“La G.dF. – continua la nota – ha effettuato controlli anche presso il Centro di cottura di Ponte Valentino  dove erano a lavoro pochi dipendenti  trattandosi dell’ultimo giorno di servizio prima della pausa natalizia”.

 

Infine queste le parole di Gabriele Corona, presidente dell’associazione: “A marzo scorso la Guardia di Finanza nell’ambito della indagine ancora in corso, sequestrò presso il Comune i documenti relativi all’affidamento del servizio  di mensa scolastica alla Ristorò.

Per questo motivo fu negato l’accesso agli atti ai consiglieri comunali di opposizione e alla Associazione Consumatori e Utenti. Speriamo  che l’attuale sequestro dei documenti duri poco e che non consenta al sindaco Fausto Pepe di non spiegare come ha fatto l’Ente a non considerare “anomala” l’offerta del pasto al prezzo di € 2,89 e perchè non sono stati ancora approvati gli atti necessari per effettuare direttamente e con i fondi comunali i lavori al Centro di cottura di Capodimonte”. “