Benevento: molesta una ragazza e maltratta lei e tre connazionali.

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Avrebbe molestato sessualmente un’ospite di un centro per migranti ed avrebbe maltrattato lei ed altre tre connazionali per aver respinto le sue ‘avances’. Sono le accuse per le quali la Procura ha chiesto il processo nei confronti di Bruno Tornusciolo (avvocato Angelo Leone), 72 anni, di Sant’Angelo a Cupolo, chiamato in causa come volontario e gestore di fatto di una struttura.

I fatti contestati vanno dal novembre 2015 al febbraio 2016 e sarebbero accaduti tra Faicchio e Torrecuso sono finiti al centro di uno stralcio dell’indagine, più ampia, sui centri di accoglienza nella nostra provincia, già sfociata in trentasei rinvii a giudizio. Un’inchiesta sulla quale si è già pronunciato il giudice Gelsomina Palmieri, che per questo si è astenuta questa mattina nel corso dell’udienza preliminare, ora fissata per il 25 giugno dinanzi alla collega Loredana Camerlengo.

Secondo il sostituto procuratore Marcella Pizzillo, nel gennaio di quattro anni fa Tornusciolo, che ha sempre respinto ogni addebito, avrebbe rivolto le sue ‘attenzioni’ ad una 26enne nigeriana: l’avrebbe condotta in una stanza e l’avrebbe palpeggiata, cercando di baciarla e di toglierle i vestiti. Lei avrebbe tentato di opporsi, lui l’avrebbe buttata sul letto, continuando a toccarla fino a quando la ragazza era riuscita a spingerlo e a toglierselo di dosso.

L’altro capitolo è quello delle presunte condotte ritorsive che l’uomo avrebbe mantenuto sia nei confronti della 26enne, sia di altre tre giovani nigeriane che sarebbero rimaste vittime di un regime di vessazioni per aver rifiutato rapporti sessuali che lui avrebbe proposto in cambio di vestiti e viveri o della chiave della stanza in cui erano custoditi.

Di fronte al no delle ragazze, non avrebbe dato loro del cibo, le avrebbe private della connessione ad internet, le avrebbe minacciate di farle espellere dall’Italia, o di non avere il permesso di soggiorno, se avessero denunciato i suoi comportamenti.

Questo il quadro disegnato dalla Procura: ora passerà all’esame del Gup, che dovrà decidere se gli elementi a supporto meritino o meno il vaglio del dibattimento.