Benevento, nuove polemiche sulla mensa. Corona: Chi controlla la provenienza degli alimenti?

71

BENEVENTO – Ancora un intervento dell’Associazione Altrabenevento in merito al servizio mensa nel comune capoluogo del Sannio. Stavolta riflettori puntati su alcuni errori che sarebbero stati commessi nel servire le pietanze agli alunni.

“Secondo la Quadrelle 2001, tutte le anomalie e le violazioni contrattuali – scrive in un nota Gabriele Corona – riscontrate nel servizio di mensa scolastica erano da attribuire a 15 lavoratrici infedeli, che per questo sono state sospese dal servizio dall’8 febbraio scorso. Da allora però, inspiegabilmente, come risulta nelle schede di valutazione dei componenti la commissione mensa: nel pesce vengono ancora trovate lische pericolose per i bambini; la cotoletta è appetibile in una scuola ed è “suola di scarpe” in un’altra;  la pasta è scotta in un plesso e gustosa in un altro.

Ieri due mamme sono andate in mensa per un controllo mentre era in preparazione il secondo che come previsto dal menù doveva essere tacchino. In effetti sulle etichette già pronte e incollate sulle vaschette risultava indicato appunto cotoletta di tacchino. La cuoca insisteva che tale era la pietanza preparata.

Secondo il direttore anche il fornitore aveva indicato precisamente sui documenti che accompagnano le carni che si trattava di tacchino.

Le due mamme, esperte di controlli, hanno insistito nel segnalare che invece si trattava evidentemente di pollo. Dopo varie insistenza il direttore Perrone ha dovuto ammettere l’errore.

A scuola sono però arrivate le vaschette con su scritto cotoletta di tacchino.

Questo fa sorgere interrogativi inquietanti riguardo l’attendibilità delle attestazioni dei fornitori: possono confondere così facilmente tacchino e pollo? Possono clamorosamente sbagliare le attestazioni sulle bolle di accompagnamento e sulle fatture? E questi errori riguardano solo il tipo di prodotto o anche la data e il luogo di macellazione, e magari anche la data di scadenza”?

Infine Corona conclude: “Chi sta controllando la provenienza degli alimenti cucinati nella mensa”?