Benevento, tentò di uccidere la moglie: condannato a casa con il braccialetto elettronico

40

Arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, presso l’abitazione di un fratello che vive in Lombardia.

E’ la misura disposta dal Riesame, così come chiesto dalla difesa, per il 56enne di Benevento – è assistito dagli avvocati Roberto Pulcino e Cismo Capozzi – che il 21 maggio era finito in carcere sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare adottata dal gip Giuliana Giuliano, su richiesta della Procura, in un’indagine della Squadra mobile.

Per l’uomo le ipotesi di reato di maltrattamenti e tentato omicidio della moglie, vittima di offese pesantissime, minacce e botte. Comportamenti che il coniuge avrebbe mantenuto nei suoi confronti da tempo, con la malcapitata che sarebbe stata costretta, talvolta, a dormire sul balcone per sottrarsi a rapporti sessuali contro la sua volontà che in più occasioni avrebbe subito. Un “clima di terrore e vessazioni continue che si era inasprito quando aveva intentato il giudizio di separazione”, che aveva raggiunto l’acme lo scorso 12 maggio. Quando, secondo la ricostruzione degli inquirenti, mentre si accingeva a fare la doccia, lui l’avrebbe afferrata alle spalle e le avrebbe bloccato le braccia con l’obiettivo di farla cadere nella vasca.

Non era accaduto per l’arrivo del figlio, richiamato dalle urla della madre, il cui intervento era risultato provvidenziale anche successivamente. Lei si era rifugiata in camera da letto, il 56enne l’aveva raggiunto e le avrebbe stretto le mani al collo. La poverina era riuscita a fuggire e a chiudersi in bagno, dove era rimasta fino all’arrivo della polizia. Aveva lasciato l’abitazione e si era trasferita da un’amica, ma ciò non avrebbe indotto l’uomo a desistere: le avrebbe infatti riservato numerose telefonate minatorie, gettandola in uno stato di sconforto per il quale avrebbe tentato di farla finita.