Benevento, tetracloroetilene nell’acqua: ancora dubbi ed incertezze

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Si riceve dall’Associazione “AltraBenevento” e si pubblica:

“Il Comune di Benevento con un comunicato stampa emesso ha assicurato, per l’ennesima volta, che l’acqua di Benevento è potabile senza fare alcun riferimento alla soglia di contaminazione da tetracloroetilene presente nei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana.

L’ARPAC ha comunicato ufficialmente con un documento pubblicato solo da AltraBenevento, di aver misurato valori superiori o pari alla soglia di contaminazione di 1,1 microgrammi/litro ma la GESESA sostiene di aver fatto eseguire altri esami dai quali sarebbero risultati valori inferiori ma non si decide a pubblicare i documenti.

Intanto il Comune si appresta a conferire incarichi per altri esami sui terreni intorno a pozzi. Il tetracloroetilene è presente in tutta la falda a 70-100 metri di profondità e quindi l’area da esplorare è di diversi chilometri quadrati. Quanti anni e quanti soldi ci vorranno per esaminare tutti i terreni a diverse profondità? E intanto quei pozzi rimangono continueranno ad alimentare il 60% degli abitanti di Benevento?

Questo tipo di esami ha un senso quando si devono accertare i livelli di inquinamento prodotti da una discarica, come ha fatto il Comune  per quella di Piano Borea. Poi il settore Ambiente del Comune a seguito di gara, ha dato incarico di effettuare la bonifica al Consorzio Campale Stabile che ha offerto il ribasso del 34%, ma anche in questo caso non ha pubblicato tutti i documenti sul sito del Comune nella sezione Amministrazione Trasparente. Ovviamente tutte le fasi per arrivare all’incarico sono state eseguire correttamente ma si richiede che tutti i documenti siano pubblicati integralmente perché sulle questioni ambientali e sui rapporti tra ditte ed amministratori la trasparenza deve essere assoluta.

Intanto vi sono perplessità in merito all’annuncio di utilizzare i pozzi di San Salvatore Telesino per risolvere i problemi idrici del capoluogo sannita: il dubbio è che in questo modo si vada a sottrarre anche alla parte alta della città l’acqua buona delle sorgenti del Biferno”.