Benevento – Tetracloroetilene nell’acqua: la GESESA non smentisce

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L’associazione “AltraBenevento” aveva segnalato pubblicamente che nel pozzo di contrada Pezzapiana sono state trovate tracce consistenti di tetracloroetilene, ma tutti tacciono.

Il fatto è gravissimo perché l’acqua con il pericoloso inquinante, classificato ufficialmente come “probabile cancerogeno per l’uomo”, viene fornita agli abitanti dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico, cioè al 58% dei residenti in città, e può procurare danni al sistema nervoso, al fegato e all’apparato digerente.

La GESESA, l’azienda che gestisce il servizio idrico, non smentisce la notizia perché da anni l’ARPAC le ha comunicato ufficialmente che il tetracloroetilene è presente in quel pozzo e probabilmente deriva da lavorazioni industriali oppure dalla manutenzione e lavaggio dei treni.

Il medico Luigi Abate, il giornalista Antonio Orafo e l’avvocato Francesca Itro, membri del Consiglio di Amministrazione della società che fornisce l’acqua e molto sensibili ai temi che riguardano la salute, l’informazione e la giustizia, non spiegano che cosa stanno facendo per evitare gli effetti devastanti del pericoloso inquinante. Neppure spiegano perché i dati sulla qualità dell’acqua pubblicati sul sito dell’azienda ACEA-GESESA sono aggiornati a giugno 2017.

Neppure da palazzo Mosti arrivano commenti, neanche per annunciare querele o provvedimenti disciplinari per AltraBenevento. Tace anche il capo dell’opposizione, Raffaele Del Vecchio. Non si interessano del fatto gravissimo i partiti e neppure i parlamentari del Movimento 5 Stelle, eletti con il 50% dei voti dei cittadini beneventani.

Nel corso della prossima settimana AltraBenevento presenterà il dossier sulla qualità dell’acqua a Benevento e chiederà alla magistratura i provvedimenti necessari per tutelare la salute pubblica.