Bisaccia, fiamme a due mezzi di una ditta edile. Gli inquirenti: Atto doloso

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BISACCIA – Alba di fuoco per una grossa ditta di Bisaccia operante nel settore edile.

Alle prime luci della giornata di oggi, infatti, ben due mezzi appartenenti alla società Cal.Bis. T., sita in contrada Cappella, sono andati in fiamme. Si tratta di un escavatore, posto in una cava, e della cabina di comando di una betoniera fissa, poco lontana dal primo mezzo.

Svegliati dal crepitare e dalla luce delle fiamme, i proprietari hanno immediatamente avvertito i Carabinieri della locale Stazione che, al comando del Maresciallo Pasquale Rutigliano, si sono precipitosamente recati sul posto. Entrambi i mezzi erano avvolti dalle fiamme, e c’è voluta l’abilità dei Vigili del fuoco del distaccamento di Bisaccia per averne ragione.

Subito sono partite le indagini da parte dei militari dell’Arma, coordinati dal Capitano della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi, Ugo Mancini. Già ai primi esami, entrambi i roghi sono parsi essere di origine dolosa, anche se gli inquirenti preferiscono mantenersi cauti e tenere aperte altre piste. Di certo c’è che la situazione non è simile a quelle del passato, quando alla fiamme furono dati mezzi appartenenti a società che avevano un comune denominatore: tutte erano infatti impegnate in lavori per la realizzazione di parchi eolici.

Vigili del fuoco spengono incendio

L'”Impresa edile-stradale Cal. Bis. T.”, invece, non ha commesse di questo tipo. Per cui, è la spiegazione degli inquirenti, si apre un nuovo capitolo, anche piuttosto difficile da decifrare. Si tratta infatti di ditte che provengono o che lavorano su tutto il territorio nazionale, e che spesso non denunciano i fatti nella loro interezza: “Mettere insieme tutti i tasselli e comprendere l’ingranaggio alla base degli eventi non è cosa semplice”, riflettono i carabinieri con riferimento anche al rogo di un mese fa e a quelli di qualche tempo fa. La cosa certa quanto ovvia è che stanno accadendo fatti abbastanza particolari.

In buona sostanza, non sussistono al momento elementi per capire se si possa trattare di un dispetto, della conseguenza di un mancato pagamento o altro. Ipotesi aperte, dunque, anche se l’unico elemento che sembra assodato è il dolo: qualcuno è penetrato nella proprietà privata e ha appiccato fuoco ai due mezzi.