Buffa “strega” il Gesualdo con le Olimpiadi del ’36

80

AVELLINO – Il celebre giornalista e telecronista sportivo di Sky Federico Buffa ha fatto ieri sera tappa al teatro Carlo Gesualdo col suo spettacolo che racconta le Olimpiadi del 1936.

Buffa ha dimostrato di essere, semmai ce ne fosse stato bisogno, il miglior narratore e storytelling sportivo italiano. Una platea non particolarmente gremita (complice anche la partita dell’Italia con l’Irlanda che si svolgeva in contemporanea e forse la poca pubblicità fatta all’evento), ha potuto assistere ad una prova magistrale dell’ex telecronista Nba di Sky, che ha letteralmente trasportato e fatto rivivere a tutti i presenti nel Teatro del capoluogo irpino, quella storica Olimpiade del 1936 che ha inevitabilmente segnato la storia, non solo sportiva, di intere nazioni.

Straordinaria la galleria di storie e personaggi proposte dal famosissimo giornalista sportivo. Buffa, in un’atmosfera magica e quasi familiare, ha stregato i presenti narrando le leggendarie e storiche imprese di Jesse Owens, vincitore di 4 medaglie nell’edizione dei giochi olimpici del ’36, di Son Kee-chung, maratoneta coreano che però vinse la medaglia d’oro in quella Olimpiade sotto la bandiera giapponese, di Leni Riefensthal (regista visionaria e rivoluzionaria, che raccontò attraverso le immagini cinematografiche un Olimpiade come mai nessuno avesse fatto prima), ma anche di Cornelius Johnson e Dave Albritton, due atleti neri saliti sul podio già nel primo giorno di quella Olimpiade che nella mente di Hitler sarebbe dovuta divenire il manifesto della superiorità della razza ariana.

Hitler e Goebbels volevano trasformare quell’edizione dei giochi olimpici nelle “loro” personale Olimpiade, ed invece essa divenne il simbolo più luminoso dell’uguaglianza, grazie soprattutto ad eccezionali personaggi con qualità umane infinite, come il tedesco Luz Long e il già citato Owens (la storia della loro amicizia è stata meravigliosa e resiste tutt’ora grazie ai rapporti che continuano ad avere i figli ed i nipoti dei due atleti).

Storie che vanno oltre lo sport quelle narrate nella pièce teatrale di Buffa. Leggende di uomini, della loro dignità, delle loro imprese sportive, che travalicano i confini e le barriere del tempo ed entrano direttamente nella leggenda.

“Le Olimpiadi del 1936” raccontate da Federico Buffa finiscono per diventare un luogo senza tempo, dimenticato, sospeso tra sogno e realtà. Le vicende narrate – come si legge anche nel programma di sala – sono storie di uomini che scorrono assieme nel tempo, ma a volte lo fermano, quasi a chiedere a tutti una riflessione. Federico Buffa, attraverso il suo stile narrativo unico ed appassionante, miscelando differenti linguaggi teatrali e non trascurando accenti tragicomici, è riuscito a rendere il giusto tributo a quelle indimenticabili storie sportive fatte di uomini e personaggi straordinari che hanno animato i giochi olimpici del ’36.

Un plauso particolare va anche ai bravissimi musicisti Alessandro Nidi, Nadio Marenco e alla giovane cantante Cecilia Gragnani, che hanno rappresentato i personaggi evocati dal protagonista (Buffa interpretava Wolgang Fürst, comandante del villaggio olimpico di Berlino nel 1936) nel desiderio di poter rivivere quei giorni, quei momenti e quei luoghi che hanno scandito i meravigliosi giorni e gli straordinari momenti delle Olimpiadi di Berlino del 1936.