Buste paga gonfiate, Polizia sospende tre dipendenti del Comune di Atripalda

121

ATRIPALDA – Sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio nei confronti di tre dipendenti del Comune di Atripalda.

E’ questa la misura cautelare che gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Avellino hanno eseguito nella mattinata odierna. I tre sono ritenuti responsabili di aver posto in essere, in concorso, un’attività illecita consistente nell’inserire nel sistema informatico voci stipendiali non dovute in relazione ai livelli retributivi previsti per le qualifiche rivestite, disponendo altresì mandati di pagamento recanti importi maggiorati che venivano inoltrati alla tesoreria comunale che procedeva all’accredito dello stipendio.

Stipendi gonfiati, in buona sostanza. Le indagini che hanno consentito di acclarare la responsabilità dei tre impiegati comunali risalgono alla fine del mese di febbraio dello scorso anno, quando venne sporta formale denuncia dal primo cittadino del Comune di Atripalda. Questi, unitamente ad altri dipendenti, presso gli Uffici della Squadra Mobile, espose le presunte anomalie accertate nel sistema informatico di contabilizzazione degli stipendi comunali.

Polizia 4

Nel corso dell’attività investigativa sono emersi inconfutabili elementi di colpevolezza a carico dei tre dipendenti i quali, avvalendosi di specifiche conoscenze informatiche, si erano appropriati, a più riprese, di somme di denaro poi contabilizzate sulle rispettive buste paga. Lo stratagemma usato consisteva nell’inserirsi all’interno del sistema, agevolati anche dalla loro funzione dirigenziale in seno al Comune, ritoccare a proprio vantaggio gli stipendi, inserendo voci non corrispondenti all’effettiva attività prestata, formare dei mandati di pagamento falsati in modo da scongiurare il controllo ed inviare tali emolumenti “taroccati” alla Tesoreria Comunale.

In alcuni casi l’attività d’indagine ha permesso di individuare che le buste paga “lievitate” venivano utilizzate dagli indagati per accedere a benefici di credito per la cessione del quinto dello stipendio presso alcune società di finanziamento. Tutto ciò avveniva anche creando documentazione falsata a firma degli indagati seppur non competenti all’inoltro di tali istanze.

Pertanto, gli agenti della Questura di Avellino hanno proceduto alla notifica dei provvedimenti agli indagati, alle banche e agli altri istituti di credito ove risultavano presenti conti correnti ed altre disponibilità finanziarie riconducibili ai tre indagati. L’indagine portata a termine dagli investigatori di Polizia si è rivelata alquanto complessa in considerazione del riesame attuato su tutti i documenti contabili del Comune che ha imposto un sequestro massiccio di documentazione cartacea ed informatica che già agli inizi del dicembre 2015 aveva dato i suoi frutti con l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo per l’equivalente di oltre 162.000 euro a carico dei tre indagati.