Chiusura parcheggio di Piazza Risorgimento, dubbi di Patto Civico sul nuovo progetto urbanistico

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“Si legge dalla cronaca giornalistica la paventata ipotesi di chiudere il parcheggio di Piazza Risorgimento e si cita l’originario progetto di Piccinato, teso a tale scopo, quale riferimento da adottare. Bene, in merito – scrive il gruppo ‘Patto Civico’ al Consiglio Comunale di Benevento – è opportuno rilevare che effettivamente Piazza Risorgimento ( in origine Piazza della Rivoluzione) era libera e centrale rispetto all’ipotizzato polo urbano dedicato all’istruzione, completato da un lato dalla scuola Mazzini e dall’altro lato dall’edificio della GIL (Gioventù italiana del littorio). Questa era la forma urbis studiata a suo tempo dall’insigne studioso, evidentemente nata dalla considerazione della Città di quel tempo. Ad oggi, trascorsi novanta anni dal riferito progetto del Professore di Urbanistica considerato a ragione il padre putativo nella nostra Città, dobbiamo fare i conti con l’odierno assessore all’urbanistica, rag. Antonio Reale, il quale dimentica forse che la prospiciente piazza è dedicata ad un mercato settimanale, per cui il cosiddetto polo della istruzione, forse ad oggi non è più contemplabile.

Da verificare poi – aggiunge nella nota – la praticità della prospettata idea, attesa la presenza di numerosi Uffici pubblici nella zona e la naturale crescita della popolazione da quei tempi ad oggi. Sicchè l’idea dell’odierno assessore di sicuro raggiunge uno scopo, non sicuramente voluto, ci mancherebbe, ovvero quello di concentrare il parcheggio delle auto di centinaia di residenti nel costruendo edificio dell’area attualmente destinata al terminal (non sappiamo quali i costi che l’impresa Lumode intenderà adottare), così determinando un ulteriore effetto domino, ovvero quello di spostare il terminal, creando – in termini di ulteriori spostamenti e carenza di mezzi pubblici – sicuro disagio in chi dalla Provincia raggiunge il capoluogo.

Alla luce di quanto rilevato, pertanto, noi consiglieri di Patto Civico invitiamo l’amministrazione ad una accurata riflessione sul punto e , soprattutto, a mutare la dinamica del processo decisionale, ovvero a fare in modo che il dibattito sia precedente alle decisioni da adottare e non successivo a quelle già adottate. Si chiama democrazia”.