Comunità Montana Taburno, archiviata l’inchiesta contro sei sindaci

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BENEVENTO – Non sussistono gli estremi per l’incriminazione per abuso d’ufficio e falso.

E’ questo quanto stabilito dalla Procura di Benevento in merito all’inchiesta partita da una denuncia di Carmine Montella, primo cittadino di paolisi, che vedeva coinvolti sei sindaci Carmine Valentino (Sant’Agata dei Goti), Giacomo Buonanno (Moiano), Raffaele Scarinzi (Vitulano), Giuseppe Di Cerbo (Frasso Telesino), Antimo Papa (Tocco Caudio) e Salvatore Paradiso (Bonea), oltre a Ciro Servodio, presidente dell’consiglio comunale di Arpaia, ed Elvira Nuzzolo, all’epoca commissario prefettizio a Sant’Agata dei Goti, difesi dagli avvocati Marianna Febbraio e Pierluigi Pugliese. Al termine della camera di consiglio, il Gip Flavio Cusani ha quindi accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino.

I FATTI. Risalgono al novembre dell’anno scorso, quando, dopo un’accesissima riunione della Comunità Montana, i sette rappresentanti degli enti (consiglieri dell’ente montano) avevano sfiduciato il presidente Carmine Montella e eletto un nuovo presidente, Buonanno. Montella non aveva accettato l’esito e anzi l’aveva contestato, affidando il tutto alla Procura, così come poi aveva fatto anche Buonanno, che oggi è presidente dell’ente.