Coronavirus, il pensiero dei bambini

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Sono i bambini a dare forza e coraggio agli adulti in un momento così preoccupante che l’Italia, da nord a sud, sta attraversando. Ai bambini è stato spiegato che il virus è molto piccolo e che lo si può vedere solo in laboratori speciali con microscopi speciali. Ecco perché, agli adulti, spaventa tanto, ma la reazione dei bambini negli ultimi giorni è stata fantastica.

Nella zona rossa, soprattutto, i bambini chiusi in casa ormai da più di 10 giorni esprimono i propri pensieri attraverso disegni e racconti.

“Ormai sono 10 giorni che non vado a scuola – dice Nunzia bambina di 8 anni in un tema- mi mancano i miei amici, mi manca scherzare e giocare all’ora di ricreazione. Ho avuto molta paura perché le prime persone ad ammalarsi abitavano a poca distanza da casa mia. Mi ricorderò di questo brutto momento per tutta la mia vita, mi ricorderò l’odore della candeggina che mamma mi fa usare sulle mani tutti i giorni. Spero che tutto questo finirà presto, che tutte le persone colpite da questo virus possano guarire presto, che si possa giocare liberi senza avere paura di abbracciarsi, senza avere paura di ammalarsi e che tutte le persone in quarantena possano essere libere di uscire dalle proprie case e sentire il sole sulla pelle”.

Un’altra testimonianza arrivata dalla zona rossa è quella di una bambina che cerca di esorcizzare la paura disegnando: “Vai via, virus”, scrive la piccola, facendo parlare se stessa, in veste di supereroe con tanto di mascherina protettiva e scudo, contro un essere verde dallo sguardo accigliato. Invece, è stato commovente l’appello che un bimbo della zona rossa, Thomas di 4 anni che ha rivolto ai due carabinieri a presidio di un varco del suo comune: “Arrestate il virus, fate presto perché voglio tornare a scuola a giocare con i miei amichetti e rivedere le maestre”. “Si è svegliato con l’idea di fare un disegno da regalare ai carabinieri – racconta la madre – così ha realizzato un militare con il coronavirus ammanettato e siamo andati a cercarli per poterlo consegnare loro”. “Quando i due carabinieri ci hanno visti, sono scesi dall’auto, gli hanno chiesto il nome e lo hanno ringraziato per il regalo, colpiti dall’insolita richiesta di mio figlio”, continua la donna. “Uno di loro, poi, gli ha fatto firmare il disegno, ma mio figlio, che era contentissimo di incontrarli, si è così emozionato che, pur sapendo scrivere il suo nome, lo ha scritto da destra a sinistra”. “E’ stato davvero un bel momento – conclude la mamma del piccolo artista. Ci auguriamo di tornare tutti presto alla normalità, come vuole mio figlio”

L’Italia sta attraversando un periodo di angoscia e fragilità economica, sanitaria ed emotiva e per questo si profila un futuro carico di nubi e dubbi. I bambini sentono il bisogno di ritornare presto alla quotidianità e far in modo che il Coronavirus resti solo un brutto ricordo.