Cusano Mutri, migranti: Maturo lancia una proposta per l’accoglienza

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CUSANO MUTRI – In occasione della  (riuscitissima) ottava edizione del ‘Cusano Talk Festival’, si è tenuto nella serata di ieri. a Cusano Mutri, un interessante dibattito sul tema dei migranti.

Moderato dal giornalista Billy Nuzzolillo, il dibattito ha visto confrontarsi Adriano Biondi e Peppe Pace, colleghi di Fanpage.it, Federica De Nigris, dirigente di Sel, Oltreconfine, don Antonio Parrillo ed il sindaco di Cusano Mutri, Giuseppe Maria Maturo.

Una discussione serena e pacata, caratterizzata dalla volontà di affrontare il tema dei migranti senza le luci distorte di un approccio ideologico, con la necessità di ragionare con la dovuta serietà un questione a dir poco cruciale.

Dopo l’intervento della De Nigris, che ha fatto il punto sul funzionamento del sistema di accoglienza, è stato il turno di Biondi che ha puntualmente smontato tutte le cosiddette ‘bufale’ che circolano, soprattutto sulla rete, sulla questione dei migranti.

Per Biondi, se è vero che spesso i social network ci consegnano una “narrazione tossica” è altrettanto vero che si tratta di “luoghi da presidiare”, luoghi nei quali si forma buona parte della coscienza collettiva e nei quali è necessario contrapporre alle ricostruzioni politicamente interessate l’incontrovertibile “verità dei fatti”. Pace invece ha raccontato la propria esperienza di inviato sulla rotta balcanica, che negli ultimi mesi è stata il crocevia del passaggio di migliaia di disperati in fuga dalla guerra in Siria.

Don Antonio Parrillo, invece, ha reso la propria testimonianza di missionario in Africa. Ha ricordato come, anche nel continente africano stesso, ci si trovi difronte talvolta ad imponenti flussi migratori e come i campi profughi allestiti in loco siano sovente “più dignitosi ed umani” di quelli allestiti in Occidente.

Poi è stata la volta del sindaco di Cusano Mutri. Maturo ha subito precisato: “Non abbiamo nulla da temere dai migranti. La mia esperienza di volontariato, soprattutto in Guatemala, mi ha insegnato che in questi luoghi l’umanità è di casa. Non dobbiamo combattere i migranti, ma va combattuto un sistema che troppo spesso vive dello sfruttamento dei migranti stessi.

Il nostro intento – ha continuato Maturo – è quello di formulare una proposta, che a breve presenteremo in consiglio comunale, che rompa il circolo vizioso che sta caratterizzando l’attuale sistema d’accoglienza e punti ad una vera integrazione”.

“No all’allevamento dei migranti, sì ad un sistema di vera integrazione”, in questo modo Maturo ha riassunto il senso della propria proposta. In sostanza Maturo, dopo aver sottolineato i limiti di un sistema che taglia fuori gli enti locali, che privilegia un rapporto con le cooperative  (che non sempre offrono un servizio adeguato), ha immaginato la possibilità che siano i privati, le famiglie a poter richiedere di accogliere dei migranti.

Secondo Maturo l’accoglienza a “domicilio” porterebbe solo effetti positivi: da un lato si metterebbe un freno al “business” dell’accoglienza, il contributo per l’accoglienza verrebbe incassato dalla famiglia ospitante, si darebbe un impulso alle economie locali, i migranti dovrebbero essere impiegati dalle famiglie ospitanti in attività lavorative legate soprattutto a comparti economici in difficoltà ( agricoltura, artigianato), si procederebbe verso un vero sistema di integrazione, il rapporto “personale” con i migranti favorirebbe un processo di questo tipo, si eviterebbe soprattutto la percezione secondo la quale i migranti sono meramente oggetto di un sistema di accoglienza costruito “a scapito degli italiani”.

A tutto ciò andrebbe affiancato un sistema di controllo e di monitoraggio. In breve una proposta, che nei prossimi giorni il sindaco ha assicurato verrà articolata e sviluppata più completamente, che punta a cambiare radicalmente la percezione del fenomeno migratorio: da “problema” a “risorsa”.