Del Basso De Caro: Internazionalizzazione e promozione delle eccellenze, questo è il futuro

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CALITRI – “Internazionalizzare le aziende tenendo lo sguardo rivolto a Est: è lì il nuovo mercato, lo dicono i numeri”.

Ospite dell’incontro di stamattina presso la Fiera di Calitri, la cui 35° edizione ha chiuso i battenti oggi, Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti del governo Gentiloni (e prima del governo Renzi) non si è sottratto alle sollecitazioni provenienti dal sindaco di Calitri, Michele Di Maio, che come ieri aveva parlato della “necessità di premere sull’acceleratore dello sviluppo”.

“Le infrastrutture sono precondizioni allo sviluppo, non sono lo sviluppo”, ha esordito il sottosegretario (sulla parte del dibattito relativa alle arterie in via di realizzazione leggi qui), che ha poi puntato i riflettori, come detto, sulla crescita economica dell’Irpinia e, più in generale, delle aree interne della Campania. “Bisogna pensare all’utilizzo di questi spazi anche al di fuori della fiera”, ha affermato Del Basso De Caro. “Il nostro obiettivo è quello di passare dalla politica assistita alla politica della necessità. Dobbiamo valorizzare le eccellenze e le peculiarità che abbiamo, e sono tante, altrimenti siamo destinati a scomparire. I giovani – ha proseguito – hanno il diritto di immaginare un futuro non necessariamente a mille chilometri dai luoghi in cui sono nati, e noi dobbiamo riconoscere gli errori e lavorare in questa direzione anche perché vanno via pezzi attivi e dinamici di comunità”.

Il padiglione Irpinia al Vinitaly
Il padiglione Irpinia al Vinitaly

Secondo l’esponente sannita del Pd, la strada è l’internazionalizzazione delle aziende. “Molte aziende hanno solo la necessità di essere aiutate a stare nel mercato globale. Le Camere di Commercio servono a dare loro una mano in questo senso. Bisogna scegliere prodotti di nicchia, e qui ne abbiamo tantissimi: il grande successo dei vini irpini e sanniti al Vinitaly ne è la dimostrazione. Inoltre, va dichiarato e annunciato molto meno e va fatto di più. Ad esempio, sull’Area Pilota, io resto a quanto dichiarato in una delibera Cipe del dicembre scorso: non è stata approvata. Di recente, leggo che sono stati appostati dalla Regione 200 milioni, provenienti per la maggior parte dal Patto per la Campania. C’è da modificare l’approccio, la mentalità: la Regione Campania, sfatiamo questo mito, di fondi ne ha eccome. Deve spendere 9 miliardi entro il 2020. La verità è che deve saperli spendere. Ma dobbiamo operare una traccia culturale: finiamola di essere quel Sud rivendicazionista e plebeo, cominciamo a essere protagonisti. Ad esempio, stiamo ragionando di programmazione 2014-2020: siamo a maggio 2017 e non ho ancora letto un bando”.

Altro tema toccato è quello del Psr: “La dotazione finanziria è notevole, circa 1.9 mld, e riguarda le aree interne soprattutto, che dovrebbero captare circa 800 mln: una cifra importante, da saper spendere. Se abbiamo capito la lezione degli anni passati, organizziamoci in maniera diversa perché non si ripeta più. Resto ammirato da questi territori – ha aggiunto -, dove si è stati in grado di organizzare una filiera del legno, che oggi viene sempre più utilizzato nell’edilizia; dove si lavorano le ceramiche come a Vietri oa Faenza. Ma le aziende, ripeto, devono essere aiutate per arrivare a un’internazionalizzazione. L’Istituto per il Commercio Estero, la rete di ambasciate e consolati e le Camere di Commercio devono assisterle e affiancarle in questo”.