Due splendidi esemplari di Ibis eremita avvistati nei cieli d’Irpinia

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Bart e Phebe: questi i nomi dei due esemplari di Ibis eremita avvistati nei giorni scorsi in Irpinia, tra Bagnoli Irpino e l’altopiano del Laceno. I due volatili esploratori erano partiti lo scorso mese di ottobre senza preavviso e senza GPS da Rosegg in Austria. Al loro recupero ha contribuito anche il personale dell’Oasi WWF di Conza della Campania.

Gli Ibis si sono lasciati osservare a lungo ed immortalare dal fotografo naturalista Raffaele Imondi. Si è trattato di un incontro molto fortunato considerando che la specie è una delle più rare al mondo perché a rischio di estinzione e gli avvistamenti in Italia e in Europa sono ormai rarissimi.

Nel Vecchio Continente l’Ibis eremita può considerarsi estinto da oltre cinquecento anni e la popolazione odierna residua vive stanziata tra Marocco e Turchia, per un totale mondiale di circa 500 individui selvatici. Un progetto internazionale, “Reason for Hope”, che coinvolge anche il WWF Italia, prevede la graduale reintroduzione della specie in Europa con uno svernamento nell’oasi di Orbetello dove gli esemplari vengono guidati da parapendii a motore: l’uomo insegna la rotta ai volatili che nell’autunno successivo la sapranno percorrere da soli e potranno inoltre tramandarla ai futuri cuccioli.

L’Ibis presenta un piumaggio nero con riflessi iridescenti verdi e violacei; le parti nude del corpo sono di colore carnicino-rossiccio. La caratteristica più evidente è il suo becco molto lungo e leggermente ricurvo. Gli esemplari adulti possono raggiungere il chilo e mezzo di peso e un’apertura alare di circa 125-135 centimetri.

Si tratta di un animale quasi mitologico: si pensi che nell’antico Egitto l’Ibis era considerato la reincarnazione del dio Thoth e la parola akh, che significa “risplendere”, veniva espressa nei geroglifici con un ibis eremita stilizzato. Inoltre, una tradizione turca vuole che questo uccello sia stato uno dei primi volatili a lasciare l’arca di Noè dopo il diluvio universale e per tale ragione è considerato un simbolo di rinascita e di fertilità.