Ecco perché la vicenda di Luca Abete è molto più grave di quel che si pensi

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Voglio partire con una premessa. Chi scrive non ama particolarmente il noto show televisivo “Striscia la Notizia”. Lo ritengo un modo di fare televisione sovente aggressivo, talvolta poco rispettoso del pubblico, un programma che sarebbe entrato a buon diritto nella famosa lista stilata da Gaber e Jannacci ne “La strana famiglia”.

Ma qui non siamo chiamati a ragionare di gusti e giudizi soggettivi. Siamo chiamati a discutere di un fatto. Ed il “fatto” avvenuto a Luca Abete, inviato del programma di Ricci, è di estrema gravità.

Per fortuna, si potrebbe aggiungere – anche grazie alla diffusione social -, l’episodio sta avendo una eco nazionale. Il video integrale dell’accaduto è stato trasmesso nella serata di ieri; in esso si evince con chiarezza l’ingiustificabile “zelo” di alcuni membri delle Forze dell’Ordine e lo smarrimento di Luca Abete al cospetto di una situazione a dir poco paradossale.

Ora, ciò che ci preme sottolineare, è che il “trattamento” riservato ad Abete, al quale va la nostra piena ed incondizionata solidarietà, getta una luce oscura sui rapporti tra il mondo dell’informazione, della politica e delle istituzioni in generale.

E sì, perché simbolicamente in quella sera ad Avellino Luca Abete, pur con modalità che possono restare opinabili, rappresentava l’intero mondo dell’informazione. Così come ogni qualvolta un giornalista pone una domanda è il concetto stesso di libertà di espressione e di parola ad esprimersi in quella richiesta. D’altro canto, molto meno simbolicamente, le Forze dell’Ordine rappresentavano lo Stato e la Ministra Giannini le Istituzioni.

Per tali ragioni quanto accaduto ad Avellino ha dato una rappresentazione gravissima e distorta del rapporto che dovrebbe esserci tra mondo dell’informazione ed Istituzioni: con quest’ultime algide ed impermeabili alle legittime e sacrosante richieste di spiegazioni ed il mondo dell’informazione zittito con metodi che poco hanno a che spartire con uno Stato di diritto.

La gravità della vicenda è tutta qui. Un episodio che non può e non deve essere archiviato con leggerezza. Il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell’Interno sono chiamati ad intervenire. Il mondo dell’informazione è custode e baluardo di democrazia: il semplice sospetto che si voglia limitarne l’azione sarebbe una sconfitta letale per questo Paese.