Elezioni regionali tra crollo Cinque Stelle e rebus sardine

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L’attuale scenario politico nazionale dà forma a nuovi e profondi interrogativi. Le elezioni regionali (Emilia e Calabria) hanno confermato, semmai ce ne fosse stato il bisogno, la fase calante dei pentastellati che faticano ad uscire dal tunnel.

Le parole utilizzate dal leader politico, Luigi Di Maio, per ufficializzare le imminenti dimissioni la dicono lunga sul travaglio di questi ultimi mesi: “I peggiori nemici sono all’interno; sono quelli che lavorano non per il gruppo ma per la loro visibilità”.

L’attuale ministro rivendica di aver protetto i 5Stelle da “trappole e approfittatori”; tanta l’amarezza nelle parole di Di Maio: “Molti in questi mesi mi hanno accusato di essere stato troppo ingenuo: non mi sento tale ma preferisco passare per ingenuo che essere considerato un imbroglione”.

Sicuramente il Movimento vive la più grave crisi di identità mai registrata dal momento della sua comparsa sulla scena politica nazionale nel 2007. Tra quattro mesi si vota in Campania, Veneto, Liguria, Toscana, Puglia e Marche. Dopo l’Emilia e la Calabria sarà la Campania il nuovo, definitivo banco di prova del Movimento Cinque Stelle prima, e del governo giallorosso subito dopo.

La Campania roccaforte dei grillini, la Campania del dimissionario capo politico Di Maio ma anche del Presidente della Camera Roberto Fico. La Campania di Vincenzo De Luca e del Pd che sembra abbia finalmente trovato il coraggio di ricandidarlo.

A questi interrogativi si aggiungono quelli che riguardano il nuovo movimento di piazza delle Sardine. Resteranno movimento o confluiranno definitivamente in un attore politico? E in Campania le sardine per chi voteranno? Voterebbero per De Luca?

Qualcuno pensa ancora che la risposta a questa domanda non sia rilevante ai fini del risultato. L’unico ad averlo intuito per primo è proprio il Presidente della Regione che oggi chiede per sé e per il partito di seguire il “modello Emilia”. De Luca si rivolge direttamente agli elettori del Movimento Cinque Stelle, ai naufraghi, ai disorientati, e non ai dirigenti, ai cittadini che hanno votato Movimento Cinque Stelle ai quali – afferma De Luca – “continuerò a chiedere sostegno alle iniziative che stiamo facendo”.

La strada è ancora lunga e la sensazione è che i grillini vogliano tirare avanti fino all’appuntamento di marzo che dovrà ridefinire gli equilibri interni, scegliere il nuovo capo politico, tracciare un percorso per il futuro.

Dall’altro lato, nel centrodestra, il candidato sembra spettare a Forza Italia, che ha proposto l’ex governatore Stefano Caldoro, anche se la Lega avrebbe voluto un nome nuovo. Si era parlato della vicepresidente della Camera dei deputati Mara Carfagna, che ha un grande seguito in Campania (che però è in rotta con Berlusconi).

Va considerato che la Campania non è l’Emilia, ma non è neanche la Calabria. Sembra banale sottolinearlo, ma le condizioni di partenza nella nostra regione sono ben diverse, molto più complesse le dinamiche e meno netti i confini.