Eolico e attentati, Russo attacca i sindaci: Dopo la sfilata di Bisaccia, il nulla

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LACEDONIA – “L’unica cosa che ho visto e che continuo a vedere è l’assenza delle amministrazioni e della politica”.

Non toglie il piede dall’acceleratore Michele Russo, nei banchi della maggioranza al Comune di Lacedonia da tre consiliature, fondatore del Comitato No Alta Tensione, che dal febbraio dello scorso anno si batte contro l’eolico selvaggio e la realizzazione di elettrodotti, e vittima, il 7 ottobre scorso, di un attentato incendiario contro centinaia di rotoballe di sua proprietà.

“Questi signori (il riferimento è a chi lavora alla realizzazione di parchi eolici, ndr) fanno quello che vogliono: disagi su tutte le strade, anche provinciali, e sui tratturi, di cui conosciamo l’importanza in questo periodo per chi lavora i terreni. Il tutto, nel più completo silenzio delle amministrazioni”.

Circa un mese fa, i sindaci si sono riuniti a Bisaccia per deliberare congiuntamente e richiedere una moratoria contro l’eolico. “Quella di Bisaccia è stata una sfilata”, taglia corto Russo, che si sofferma non tanto sull’esito della richiesta di moratoria (che dovrebbe essere un’iniziativa dell’ente Regione), quanto sull’imperversare di mezzi lungo le strade. “Di fatto – prosegue -, i sindaci, fatta eccezione per Di Maio e qualche altro primo cittadino, non stanno facendo nulla. I disagi c’erano prima e continuano ad esserci. Bisaccia è stata una vera e propria sfilata, tanti buoni propositi – rimarca -, ma poi? Il nulla”.

Il radiatore divelto dall'attentato di Calaggio
Il radiatore divelto dall’attentato di Calaggio

Russo, colpito in prima persona da un attentato incendiario, azzarda un paragone con la geopolitica internazionale: “Mentre nel mondo tremano per l’Isis, nelle nostre zone, dove potevamo starcene in tranquillità, dobbiamo tremare per le conseguenze dell’eolico”.

I primi cittadini di Bisaccia, Marcello Arminio, e di Lacedonia, Mario Rizzi, hanno anticipato che domani, in occasione della venuta a Sant’Angelo dei Lombardi di Franco Roberti, numero uno dell’Antimafia, gli sottoporranno il problema degli attentati e delle infiltrazioni della criminalità in un tessuto sociale a cui finora era sconosciuta. Come si comporteranno i comitati con Roberti? Faranno lo stesso? “Certo che saremo presenti – risponde Russo – e illustreremo al Procuratore i problemi di criminalità che da quando si è sviluppato il fenomeno dell’eolico attanagliano il nostro territorio”.