Femminicidi, la “lezione” di Gentile al liceo classico “Pietro Colletta” di Avellino

65

 “La scuola deve parlare ai giovani attraverso storie vere perché non bisogna mai girarsi dall’altra parte”. Ne è fortemente convinto l’avvocato penalista Nicodemo Gentile, il quale non usa giri di parole nel suo lungo ed interessante dialogo con gli studenti delle ultime classi del liceo classico “Pietro Colletta” di Avellino. Per lui, è il secondo incontro con i ragazzi del Classico di via Tuoro Cappuccini. Fu ospite dell’istituto anche lo scorso anno. “Non posso non fare i complimenti al Colletta per la sensibilità dimostrata verso temi così importanti. La scuola, insieme alla famiglie, svolge un ruolo fondamentale. Sono le due agenzie educative più importanti, se falliscono, falliamo tutti”.

Storie ed esempi concreti. Gentile parte, per l’appunto, da un fatto di cronaca tristemente noto, l’omicidio della giovane Sara Di Pietrantonio, uccisa e data alle fiamme dal fidanzato Vincenzo Paduano, sul quale ha scritto il suo terzo libro: “Il Padrone. Storia di una manipolazione, storia di una tragedia”.

“Ogni volta che parlo o che parliamo con i ragazzi, è un’occasione importante. E’ importante parlare di manipolazione affettiva, uno degli spaccati della violenza di genere che tanto preoccupa per il suo crescendo. Manipolazione affettiva significa violenza psicologica, lo stalking psicologico, il killer dell’anima, la violenza che solo all’apparenza non lascia segni, invece ne lascia eccome, nella mente, nel cuore delle persone. Iniziamo a parlarne con i giovani, perché lo stalking è anche una questione culturale, che riguarda tutti, quindi abbiamo il dovere di ragionare con i ragazzi, dando loro un punto di vista”.

La storia di Sara, sottolinea il penalista, “è una storia di normalità di superfice. Sara Di Pietrantonio non la dobbiamo sentire distante, non dobbiamo sentire distante la sua storia – dice Gentile rivolto agli studenti -. Sara frequentava il Liceo scientifico, aveva i suoi sogni, i suoi percorsi, esattamente come tutti voi, come tutti noi. Era figlia unica, papà commercialista e mamma dirigente di un importante ufficio pubblico. Aveva un rapporto simbiotico con la madre, erano genitori attenti che conoscevano bene chi Sara frequentava, conoscevano bene anche i genitori degli amici di Sara. Vincenzo, il suo carnefice, frequentava la casa di Sara. In questa storia non c’è droga, non c’è degrado, non c’è abbandono. Sara appartiene alla normalità, ha avuto una grande sfortuna, però, quella di innamorarsi di un manipolatore dell’anima. Il suo era un amore malato, sbagliato. E pensare che Vincenzo, fino al giorno dell’omicidio, a Sara non l’aveva mai sfiorata”.

E allora, seguendo l’interessante discorso di Gentile, una cosa è molto importante: “Bisogna recepire bene i primi segnali, i primi campanelli di allarme, questo è fondamentale. L’amore non fa male, ogni tanto, certo, può creare qualche dissapore, ma l’amore è libertà. Quando iniziano a scattare le prime catene, i primi guinzagli, allora è necessario cominciarne a parlare in famiglia, a scuola, con le amiche, in parrocchia. Se l’amore diventa prigione, non è amore. Anche se non c’è subito violenza fisica, bisogna reagire immediatamente, perché se si aspetta e poi lo si fa, può essere troppo tardi”.

Nicodemo Gentile, avvocato penalista-cassazionista, in qualità di legale di Penelope Italia, associazione che si occupa di assistenza ed aiuto ai familiari di persone scomparse, si è costituito parte civile nel processo relativo all’omicidio di Roberta Ragusa e Guerrina Piscaglia.

Sempre come parte civile, ha partecipato al processo relativo all’omicidio di Sarah Scazzi, in qualità di difensore di fiducia della mamma di Sarah. Come parte civile ha celebrato il processo per l’omicidio di Roberta Ragusa e a quello per l’omicidio di Guerrina Piscaglia, quello instauratosi a seguito dell’omicidio della giovane Sara Di Pietrantonio. In qualità, invece, di legale degli imputati ha partecipato al processo per l’omicidio di Melania Rea, difendendo il marito Salvatore Parolisi, al processo per l’omicidio di Meredith Kercher, difendendo Rudy Guede e al processo per l’omicidio dell’Olgiata, difendendo Winston Manuel Reyes, condannato per l’assassinio della contessa Alberica Filo della Torre.

“Tutte storie molto complesse ed emotivamente pesanti. Ma le vicende di Sara Di Petrantonio e Sarah Scazzi sono quelle che mi hanno molto segnato dal punto di vista umano”.