Fierro contro Adiglietti: La sua presenza nel Comitato direttivo ASI è uno scandalo

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AVELLINO – E’ bagarre tra Lucio Fierro e Gerardo Adiglietti, all’indomani dell’incontro tra Asi e rappresentanze sindacali.

“Giunge notizia – scrive Lucio Fierro in una nota – che il sig. Gerardo Adiglietti abbia partecipato, in rappresentanza dell’Asi, assieme al Presidente Belmonte e l’ing. Sirignano, ad un incontro dell’Asi con le rappresentanze sindacali. Si tratta di una cosa scandalosa che è difficile lasciar passar sotto silenzio.

Il sig. Adiglietti non ha nessun titolo per far parte nell’Asi del Comitato Direttivo e neppure della Assemblea – come del resto è avvenuto per anni per la sua presenza nell’Asidev – in quanto non è consentito dalle leggi vigenti ad un dipendente pubblico di assumere cariche in enti pubblici o società partecipate da enti pubblici o in società private a meno che siano non siano occasionali e non retribuite.

La sua richiesta ex post di una autorizzazione, peraltro negata da parte dell’Amministrazione Provinciale, nulla aggiunge a questo dato di fatto: l’Assemblea dell’ASI avrebbe dovuto prendere atto di tale evidenza ricusando la sua costituzione in Assemblea in rappresentanza del Comune di Sant’Angelo Lombardi e dichiarando nulli i voti da lui raccolti nell’elezione a componente del Comitato Direttivo.

Il suo ricorso d’urgenza all’autorità giudiziaria, peraltro motivato con la sola risibile scusa che la Provincia avesse risposto in ritardo, è stato respinto.

Non si capisce, allora, trascorsi mesi e mesi, come l’ASI non abbia ancora preso atto della sua ineleggibilità e decadenza dalla carica di membro dell’Assemblea. Anzi lo si capisce benissimo: il patto di potere tra PD e Udc si regge anche su questi “sbreghi” ed il Presidente dell’Asi non fa il suo dovere sperando per questa via di conservare il suo posticino insediato da altri “designati”. Non si capisce – continua – come nessun organismo, benché sollecitato, abbia sinora evitato di dover considerare se non vi siano comportamenti che violano la legittima costituzione degli organi di un ente pubblico e persino che possano configurare una vera e propria omissione
di atti d’ufficio.

Le ragioni della “strategia” condotta all’Asi sono evidenti: la decadenza ex tunc non la si dichiara in quanto si intende “accreditare” una condizione giuridica di Adiglietti quale “sospeso” per poi, quando la magistratura avrà respinto anche il secondo ricorso, sostenere che, con il pensionamento, è stata rimossa la causa di ineleggibilità e, bizantinismo dei bizantinismi, che, essendo stato eletto quando ancora era in servizio, non gli si applichi una ulteriore norma di ineleggibilità (scattata solo da qualche settimana –
ovviamente nel caso che fosse stato rieletto) quale è quella che impedisce agli ex dipendenti della pubblica amministrazione di ricoprire cariche di gestione in enti pubblici.

Insomma – conclude Fierro -: il “mercatino delle furbizie”.