Basket, playoff Serie A: Grissin Bon – Sidigas ai raggi X

197

di Marciano Santosuosso

AVELLINO – Analisi della storica serie di semifinale scudetto che inizierà mercoledì 18 maggio a Reggio Emilia.

Una semifinale da sogno, equilibratissima, molto probabilmente lunghissima e che promette sicuramente spettacolo e contenuti tecnici di altissimo livello. La Scandone non giungerà a Reggio sicuramente con i favori del pronostico, ma la squadra di coach Pino Sacripanti ormai non è più un’outsider, è reduce da ben 18 vittorie sulle ultime 19 partite disputate (considerando regular season più quarti playoff, unica sconfitta sul campo della Manital Torino) ed è rimasta imbattuta sul proprio campo per tutto il 2016.

La Grissin Bon Reggio Emilia, ha però un roster profondissimo, dotato di grande talento e particolarmente ampio, composto da un giusto mix di italiani (fra cui i nazionali Aradori, Della Valle, Polonara) e affermatissimi stranieri ( il lituano Lavrinovic, centro di caratura internazionale, ma anche Kaukenas, veterano del nostro campionato e vincitore di 6 scudetti, Golubovic, solido cinque serbo e Veeremenko, ala grande dotata di immenso talento); Stefano Gentile, Andrea De Nicolao, Ojar Silins e il nuovo acquisto Derek Needham, completano un roster ipercompetitivo, probabilmente secondo solo alla corazzata milanese del patron Armani.

La Scandone è pertanto chiamata ad affrontare un arduo compito, ma il talento complessivo del team irpino di Nunnally e compagni, non è di certo troppo inferiore al collettivo reggiano. Di fondamentale importanza, sarà cercare di conquistare almeno una vittoria al Palabigi, in modo da tornare al Del Mauro e sfruttare al massimo il fattore casa.

Avellino ha messo in mostra durante tutto il corso della stagione (specialmente nella seconda parte) una pallacanestro eccellente, in cui anche le spiccate individualità del team irpino (Ragland, Nunnally e Green) hanno spesso anteposto il proprio talento e gli score personali, in favore di un gioco di squadra che è risultato essere, partita dopo partita, sempre più fluido e tecnicamente perfetto nei suoi meccanismi e nei suoi schemi. Probabilmente i maggiori problemi che Avellino potrà avere nel corso della serie, verranno fuori proprio dalle rotazioni, decisamente più corte rispetto a quelle del team emiliano (la Scandone fa ruotare in media 8 – 9 giocatori, mentre Reggio arriva anche a 10-11). Un punto a favore della Sidigas, potrebbe essere invece rappresentato dalla grande esperienza degli uomini di coach Sacripanti, che ha in Acker, Leunen e Marques Green, dei veri e propri allenatori aggiunti in campo, capaci di gestire perfettamente l’enorme pressione che può scaturire da una semifinale scudetto. Sotto le plance, Avellino rischia di soffrire molto, pertanto Buva e Cervi saranno chiamati a mostrare il definitivo salto di qualità, dimostrando di riuscire a competere e ad essere decisivi anche a questi livelli; Benas Veikalas dovrà invece garantire quell’apporto in termini di punti e leadership che non ha offerto nella serie con Pistoia. Infine, Giovanni Pini e Severini, dovranno sempre farsi trovare pronti, nonostante il loro minutaggio non dovrebbe risultare elevatissimo.

La Grissin Bon ha subito una sola sconfitta (con Sassari) nell’arco di tutta la stagione regolare nel suo campo; sarà quindi davvero complicato espugnare il palazzetto reggiano nelle prime due gare, ma la Sidigas ha sicuramente tutto il talento, la voglia e la capacità per riuscire nell’impresa. Durante questa stagione, le due squadre si sono affrontate 3 volte (2 in regular season e 1 nei quarti di coppa italia); Avellino è in vantaggio negli scontri diretti per 2 a 1 (uscì sconfitta all’andata al PalaBigi col risultato di 87 a 68, ma si è rifatta sia in casa, imponendosi col risultato 75 a 67, che a Milano, dove superò la Grissin Bon 94 a 87).

La nostra testata seguirà approfonditamente tutta la serie, attraverso news ed aggiornamenti continui e con tutte le ultime notizie prima di ogni gara.