Guardia Sanframondi, la proposta di Di Lonardo: Una buona accoglienza è possibile

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GUARDIA SANFRAMONDI – La questione migranti continua a vivacizzare il dibattito politico in Valle Telesina.

In particolare nel comune di Guardia Sanframondi, dopo la lettera inviata dal sindaco Floriano Panza al Prefetto – una lettera che aveva dato luogo a numerose discussioni anche fuori dalla comunità di Guardia – arriva la proposta del consigliere Carlo Di Lonardo che individua alcune condizioni per determinare un possibile modello di accoglienza.

Il documento di Di Lonardo, dal titolo “Questione Immigrati: una buona accoglienza è possibile”, è stato proposto in consiglio comunale dopo che il sindaco aveva esposto le ragioni che lo avevano indotto a scrivere quella lettera.

Per Di Lonardo si avverte “la necessità di puntare ad un modello dell’accoglienza diffusa in piccoli nuclei abitativi non concentrati in uniche aree del paese per facilitare la gestione ed il controllo di tali flussi, sulla scorta di quanto già accade in regioni virtuose in tale ambito, come Toscana e Liguria ed evidenzia che l’ospitalità dev’essere un dovere per tutti gli Enti Locali a patto che ci sia il dialogo fra i soggetti istituzionali coinvolti e che nessun Comune si sottragga alle proprie responsabilità: per questo si dovrà stabilire un incontro con la Prefettura insieme a tutti i Comuni dell’area al fine di stabilire le modalità con cui i gestori dei CAS rendano conto del loro operato all’Amministrazione, alle forze sociali e quindi alla cittadinanza”.

Nelle intenzioni del consigliere il documento “vuole essere da stimolo alla nascita di una proposta condivisa di tutto il Consiglio Comunale di Guardia Sanframondi sulla questione, che non può non tenere conto della storia di Guardia Sanframondi, una storia fatta di accoglienza ed integrazione genuina, dove non c’è stato mai spazio per l’affarismo, ma si è pensato di far sentire il forestiero a casa propria, presupposto per una sana e pacifica convivenza sociale. Il documento si chiude, tenendo conto del dettato della Carta dei diritti dell’uomo e del cittadino, del disposto degli articoli 2, 3 e 10 della Costituzione Italiana, di quanto previsto in merito dallo Statuto comunale, dell’assetto normativo che ad oggi disciplina la materia della immigrazione e del riconoscimento dello status di rifugiato e del diritto d’asilo, con le seguenti proposte da far pervenire all’Ufficio Territoriale del Governo di Benevento:

1) Il Comune di Guardia Sanframondi si oppone ad accogliere sul proprio territorio centinaia di immigrati, ammassati in un’unica struttura e ghettizzati in una sola zona del paese, il cui scopo non è dettato da una sana accoglienza, ma da meri interessi affaristici, come denunciato in più casi dall’Autorità Nazionale Anticorruzione;

2) Il Comune di Guardia Sanframondi è pronto a fare la sua parte nell’accogliere, come altre realtà, immigrati pari all’1 per cento della sua popolazione con alloggi appropriati (applicazione di criteri di proporzionalità in relazione alla popolazione del territorio), evitando di creare strutture abitative che ammassano, ghettizzano e mortificano sicuramente costoro che fuggono dalle guerre.

3) Puntare ad un modello di accoglienza diffusa che si basa sulla disponibilità di piccoli nuclei abitativi non concentrati in uniche aree del paese, per facilitare la gestione ed il controllo di tali flussi ed una maggiore integrazione con il tessuto sociale locale, sulla scorta di quanto già accade in regioni virtuose in tale ambito, come Toscana e Liguria;

4) Incrementare la presenza di forze dell’ordine nei paesi ospitanti rifugiati politici per un maggior controllo del territorio;

5) Intrattenere su tale tematica un dialogo costante tra tutte le istituzioni della provincia, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari, le associazioni di volontariato locale al fine di una gestione ottimale della questione, visto che solo chi conosce il territorio può proporre soluzioni idonee all’accoglienza di tali persone, affinché non vengano a crearsi situazioni di disagio con le comunità locali”.

Al termine del consiglio si è deciso, all’unanimità, di investire sull’argomento l’apposita Commissione Consiliare al fine di elaborare proposte precise partendo da quanto esposto nel documento presentato da Di Lonardo e che in nessun caso l’ospitalità debba superare l’1% della popolazione residente.