Il Dott. Antonio Limone in Commissione Agricoltura a Bruxelles

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In Commissione Agricoltura a Bruxelles il Dott. Antonio Limone, lo scorso 4 marzo, ha ribadito l’esigenza di una Politica comune non frammentaria che tenga conto delle esigenze di tutti gli agricoltori

L’Irpinia è stata orgogliosa di essere rappresentata a livello europeo dalla grande professionalità ed umanità del Dott. Antonio Limone, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che ha preso parte, in qualità di esperto, all’ audizione pubblica sull’Evoluzione del Performance Framework nella PAC” che si è tenuta lo scorso 4 marzo a Bruxelles, presso la Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.

L’audizione rientra nelle attività che porteranno alla stesura ed all’approvazione della prossima Politica Agricola Comunitaria ed è stata incentrata sulle politiche di Monitoraggio e Valutazione in relazione alla riforma proposta dalla Commissione Europea.

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Dott. Antonio Limone

Il monitoraggio compiuto dalla Commissione Europea si basa su una serie di indicatori stabiliti a livello europeo e uguale per tutti gli Stati membri e su dati raccolti presso i singoli Stati e fornisce informazioni essenziali sullo stato di attuazione della Pac e sui risultati e sull’impatto di tale politica sul comparto agricolo”, spiega Limone. “Le batterie di indicatori, però, hanno un limite: sono troppe e di difficile rilevazione e, pertanto, abbiamo spiegato in sede europea che avrebbero bisogno di una semplificazione. Inoltre, parlando del Performance Framework, attualmente la valutazione degli obiettivi raggiunti è fissata a tre anni dalla partenza dei singoli Programmi di sviluppo rurale, mentre si parla, per la prossima programmazione di una valutazione annuale. Se questo avvenisse, si rischierebbe un appesantimento del sistema ed un rallentamento dell’avanzamento dei programmi con importanti ricadute sul comparto. Tra l’altro, proprio dal Performance Framework dipende l’attribuzione di ulteriori fondi o, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi indicati, di sanzioni”, aggiunge il direttore generale dell’IZSM. “Sarebbe, pertanto, auspicabile una selezione limitata e mirata di indicatori che tengano conto delle esigenze di tutti gli agricoltori, anche in aree cosiddette marginali. Occorre pensare una Politica agricola comune non frammentaria, ma che, al tempo stesso, possa tenere conto delle diverse agricolture presenti non solo in Europa, ma anche all’interno della stessa nazione” conclude Limone.