Il Napoli asfalta l’Inter. Cavani fa 101. Commento e pagelle

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NAPOLI – Certo, si giocava quasi contro le giovanili dell’Inter. Certo, la situazione delle due squadre era totalmente diversa alla vigilia della gara. Il Napoli veniva da un mega-filotto stoppato solo dal pari di San Siro contro il Milan, mentre all’Inter a fare notizia erano i continui e incessanti infortuni. 

Leggere la formazione di ieri e vedere Guarin e Alvarez in avanti faceva specie. Mazzarri e Stramaccioni hanno vissuto una settimana opposta. Tutto il parco attaccanti nerazzurro giace in lungodegenza, mentre il Napoli, al contrario, ha problemi di abbondanza. Il mister toscano, che non parla ancora del proprio futuro, conferma in blocco la retroguardia di Pescara, con Gamberini ancora in luogo di un acciaccato Campagnaro. Rispetto alla trasferta abruzzese, ci sono un Behrami e un Cavani in più e un Inler e un Insigne in meno.

Il Napoli inizia con il piede giusto: ottimo l’approccio mentale, Behrami guida ogni assalto ai portatori di palla nerazzurri. Bastano centocinquanta secondi per bucare la difesa di Stramaccioni. L’azione, tutta in verticale, sfrutta il pessimo posizionamento di Kuzmanovic, che “sale” e apre una voragine alle sue spalle. Vi s’infila Pandev, che riceve da Dzemaili. Il macedone controlla e serve in profondità il Matador, che si è buttato tra Chivu e Ranocchia. Esterno-interno, controllo e tiro. Handanovic è già bucato, Cavani fa 99 con la maglia azzurra.

Ma le grandi squadre sono tali nell’animo, prim’ancora che in campo. E allora l’Inter, seppur in quelle condizioni, prova a reagire da animale ferito. Guarin e Alvarez cercano di fare quello che non è il proprio mestiere. Proprio l’argentino, lanciato a rete, riesce a guadagnarsi un calcio di rigore che pare esserci e a trafiggere De Sanctis dagli undici metri. Il pari sembra ingiusto: il Napoli è padrone del campo, riesce sistematicamente a rubare palla agli avversari e a ripartire, creando pericoli concreti alla retroguardia interista. Ora Hamsik, ora Pandev, ora Cavani, aiutati dagli inserimenti e dalle conclusioni sempre pericolose di Dzemaili, e dagli affondi di Zuniga da un lato e Maggio dall’altro, riescono a portare lo scompiglio,

E’ proprio il colombiano a guadagnarsi il rigore del nuovo vantaggio, che sempre il Matador trasforma con una freddezza glaciale. E’ la centesima rete di Cavani con la maglia del Napoli in poco meno di tre stagioni. Da quel momento, il Napoli chiude la saracinesca. Se si eccettua un paio di conclusioni dalla media distanza e un colpo di testa di Ranocchia da calcio d’angolo, De Sanctis non corre più rischi. Anzi, è l’Inter che, attaccando, si espone alle ripartenze degli azzurri. E’ sempre Cavani a chiudere le danze, dopo aver dato il via ad un contropiede mostruoso. Palla per Pandev sulla sinistra e attacco pauroso sul secondo palo, dove insacca in spaccata. 

Da quel momento, fatto centouno e appropriatosi dell’ennesimo pallone da portare a casa, si inizia a pensare al futuro. Resterà il Matador? E Mazzarri cosa farà? Non è dato sapere. Certo è che vendere Cavani vuol dire vendere un vero cannibale dell’area di rigore. Uno che te lo togli, fai tanti soldi, certo. Ma come lo rimpiazzi?

LE PAGELLE

DE SANCTIS – 6,5 Alcune prese a terra non agevoli. Disinnesca conclusioni pericolose (Pereira). Intuisce e tocca la conclusione di Alvarez dagli undici metri, ma non riesce a respingere.

GAMBERINI – 6 Bene sugli avanti nerazzurri. Dal suo lato scende spesso Pereira che gli dà qualche grattacapo, ma lui se la cava bene. (17′ s.t. ROLANDO – 6 Ottimo ingresso in partita. Contro avversari di spessore mostra personalità e abilità di palleggio e di marcatura.)

CANNAVARO – 6,5 Certo Guarin non è una punta, ma proprio per questo potrbbe mancargli il riferimento. E difatti talvolta gli scappa, ma nella maggior parte delle occasioni sa anticipare ed uscire palla al piede.

BRITOS – 6 Lento e compassato, sembra sempre aspettare un attimo in più.

MAGGIO – 6 Un punticino meglio rispetto alle ultime esibizioni, anche se non riesce a sfondare quasi mai.

DZEMAILI – 6,5 Idee, grinta ed inserimenti. Sempre pericoloso sulle conclusioni da fuori. (21′ s.t. ARMERO – 6,5 Ormai è conclamato, per lui entrare in partita è un gioco da ragazzi. Costruisce, s’inserisce, mette al centro e partecipa ad azioni e balletti.)

BEHRAMI – 6,5 Una diga. Con le buone o con le cattive (viene perdonato su un’entrata da assassino) ferma gli avversari e recupera il pallone. Indispensabile.

HAMSIK – 7,5 Se Mazzarri dice che il leader è lui, ne avrà qualche ragione. Imposta sempre lui, rifinisce spesso lui, conclude talvolta lui. Giocatore universale, fa ambo le fasi con uguale intensità e identici risultati. Ha imparato anche ad interdire per far ripartire l’azione.

ZUNIGA – 6,5 Un turbo sulla fascia. Jonathan già al primo affondo gli le mette le mani in viso. Poi non lo vede più, se non quando lo stende in occasione del rigore. 

PANDEV – 7 Pronti-via, spettacolare servizio per il Matador. Poi giocate di classe e di potenza, di fino e di forza. In questo finale di stagione è l’uomo in più. (40′ s.t. INSIGNE – SV)

CAVANI – 8,5 Ho finito gli aggettivi.

MAZZARRI – 7,5 Finalmente la squadra entra in campo mentalmente predisposta. Ha l’enorme merito di aver creato una squadra che arriva stabilmente oltre i 70 punti.  In più, la mossa di Behrami davanti alla difesa porta un ulteriore centrocampista in fase offensiva. Alla faccia del difensivismo.