Il valore sociale del medico veterinario al centro

41

Il Dott. Antonio Limone, durante il Consiglio Nazionale FNOVI, spiega il valore sociale del medico veterinario

Il Dott. Antonio Limone, tesoriere FNOVI (Federazione Nazionalie Ordine Veterinari), nonchè Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, mette sempre al primo posto il valore sociale del medico veterinario e lo ha fatto anche in occasione del Consiglio Nazionale FNOVI tenutosi in questi giorni a Roma.

veterinario«È arrivato il tempo di cambiare rotta, di mettere il timone a dritta su un’altra storia». Queste le parole con cui il Dott. Limone esorta la platea a riflettere sulla concreta necessità di cambiare alcune dinamiche: «un medico veterinario che guarda al futuro riesce a mettersi al centro di una sanità di prevenzione per servire meglio la comunità in cui vive».

Tale necessità nasce dalla consapevolezza che curare gli animali significa prima di tutto curare noi stessi, e questo lo sa bene il Dottore Limone, insieme a tutti i professionisti in questo settore, che ogni giorno con il proprio lavoro si prodigano per garantire la sicurezza alimentare dei prodotti destinati alle nostre tavole.

Sempre rivolgendosi alla platea spiega il dott. Limone: «La percezione nella pubblica opinone dei medici veterinari resta quella di un professionista legato alla cura della salute degli animali. Ma chi ha capito veramente che non è così ? e quanto noi siamo stati capaci di spiegare che non è così ? Ma noi siamo davvero consapevoli del valore sociale della nostra professione? Non è possibile affidarsi a questo millennio che ci attende e alle grandi scommesse del nostro futuro, senza capire che al centro di questo dicorso c’è la professione del medico veterinario. Noi siamo i mentori della sicurezza alimentare. Binomio Ambiente-Salute, dinamica dei controlli che partono dall’ambiente, tracciabilità e sicurezza alimentare, questi argomenti in capo a chi sono se non a noi? e come mai non riusciamo a far capire l’importanza di tutto questo? Perchè non ci crediamo innanzitutto noi. Questo è il limite della nostra professione. Iniziamo a declinare tutti insieme un verbo? Quello di lavorare insieme con un obiettivo. Allora partiamo da un piccolo segno del linguaggio: il verbo si è fatto carne nella misura in cui ci credi. Allora noi non siamo i veterinari, noi siamo i medici veterinari e ogni volta che ti chiedono che professione fai? Devi rispondere io sono un medico veterinario. E se quella parola declinata con convinzone si afferma, allora convince e se convince vince. Dobbiamo dare senso anche a chi non l’ha capito cosa fa’. E quando dicono: che fai curi gli animali? Devi dire: non solo, curo te per quello che faccio, prima che tu arrivi a star male. Possiamo dire che il medico veterinario che guarda al futuro riesce a mattersi al centro della sanità di prevenzione per servire al meglio la comunità nella quale vive».

Se questa è la mission condivisa, il Dott. Limone si dichiara pronto ad essere ancora al servizio di una professione che ama dal profondo del suo animo.