L’ass. “In Ricordo di Lacuna”: “Si vietino botti e fuochi pirici a tutela degli animali”

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Come è ormai drammaticamente noto, i fuochi d’artificio hanno effetti negativi sull’ambiente, sull’uomo, sugli animali domestici e selvatici. Gli animali hanno un udito più sviluppato di quello umano: un cane ad esempio percepisce un rumore a una distanza 4 volte superiore rispetto all’uomo. Non è solo una questione di intensità del suono, ma anche del tipo di frequenza: l’uomo sente una gamma di suoni fino a 20 mila hertz, il cane fino a 40/46 mila hertz, i gatti fino a 70.000 hertz, i pipistrelli oltre i 100.000 hertz. Di conseguenza, le improvvise deflagrazioni scatenano negli animali il panico, inducendoli a reazioni incontrollate e pericolose per se stessi e per gli esseri umani.

I fuochi artificiali, i petardi, i cosiddetti botti sono causa di morte, ferimenti e traumi per animali domestici e selvatici. Gli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie affollate, alle improvvise detonazioni hanno rovinose reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, ne causano la morte per eventi traumatici derivanti dall’impatto con le strutture urbane.

Meno noto, ma ugualmente grave sia per l’uomo che per l’ambiente, è il problema del PM10, ossia delle polveri sottili rilasciate dagli spettacoli pirotecnici. Le polveri si depositano ovunque e imbrattano il decoro urbano, e inoltre contribuiscono a generare o peggiorare disturbi a carico dell’apparato respiratorio. I fuochi d’artificio in un tempo assai breve rilasciano un quantitativo di PM10 che supera di 8 volte e più il valore limite.

Per queste ragioni l’Associazione In Ricordo di Lacuna si fa portavoce di un appello presso le istituzioni irpine – dall’amministrazione cittadina del Comune capoluogo alla Provincia: chiede, infatti, che in prossimità delle festività natalizie venga emanata una ordinanza contro botti, razzi, petardi e i giochi pirotecnici in genere. Si auspica, inoltre, la collaborazione delle forze dell’ordine e degli organi competenti affinchè venga svolta una attività capillare di controllo sul territorio. La speranza è che il divieto venga adottato dal maggior numero possibile di Sindaci della provincia di Avellino.