Eolico: Infilitrazioni criminali e rischi per la salute, i comitati vanno in Procura

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RED. – Non soltanto infiltrazioni da parte della criminalità, ma anche rischi per la pubblica e privata incolumità.

Contro l’eolico selvaggio, il Coordinamento dei comitati per la Tutela Ambientale dell’Alta Irpinia ha sempre fatto perno su queste argomentazioni, avvalorandole con i quattoordici episodi criminosi avvenuti in danno di molte ditte operanti nel settore, di macchine eoliche e di sottostazioni di convogliamento dell’energia elettrica.  Argomenti che ora si traducono in vere e proprie ipotesi  di reato, contenute in un esposto denuncia che il Coordinamento ha presentato nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica di Avellino.

Pericolo per la pubblica e privata incolumità, avvelenamento di acque e sostanze alimentari, delitti colposi contro la salute pubblica, inquinamento ambientale, disastro ambientale. Sono queste, nello specifico, le ipotesi di reato di cui si fa menzione nell’atto. Ad intraprendere l’iniziativa sono stati i comitati di Vallata, Sant’Angelo dei Lombardi, Bisaccia, Lacedonia, Sant’Andrea di Conza, Calitri, Aquilonia, uniti nel Coordinamento, e  l’associazione Info Irpinia. Un’azione giudiziaria a seguito del “proliferare degli impianti eolici: anche a causa della mancanza di norme-regole regionali – si legge -, si configura il fenomeno dell”eolico selvaggio'”. All’interno dell’esposto vengono ripercorsi i momenti salienti riguardanti la battaglia dei movimenti civici contro la realizzazione di nuovi insediamenti eolici in Alta Irpinia. Il consiglio comunale congiunto tra ventidue comuni, tenuto a Bisaccia nell’ottobre dell’anno scorso, le denunce di episodi criminosi e di infiltrazioni della criminalità nel settore. Dall’incontro con Monsignor Cascio, Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, alle assemblee di Aquilonia per sensibilizzare le istituzioni alla necessità di una moratoria in assenza e in attesa di un Pear.

Un ambito, quella dell’eolico selvaggio, che per il Coordinamento può essere anche dannoso per la salute. Come detto, tra le ipotesi di reato sulle quali si chiede di far partire idagini c’è anche quella di “situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità e di inquinamento ambientale”. I movimenti civici, assistiti dall’avvocato Vito Nicola Cicchetti, riportano in tal senso avvenimenti quali la frantumazione, nello scoso gennaio, di un aerogeneratore in territorio di Bisaccia e la perdita d’olio, nello scorso marzo, da parte di una pala sull’Altopiano del Formicoso, nel territorio del Comune di Andretta. Quest’ultimo episodio in particolare fu ripreso da alcuni attivisti, che documentarono lo spargimento di lubrificante lungo la strada e all’interno dei terreni coltivati.

Il Coordinamento dei Comitati ad Aquilonia nel gennaio scorso
Il Coordinamento dei Comitati ad Aquilonia nel gennaio scorso

“La dispersione di questi componenti – si legge nel documento – può arrecare danni alla salute e inquinare aria, terra e sottostanti falde acquifere”, ragion per cui il Coordinamento chiede “punizione esemplare dei colpevoli”, nel caso in cui le ipotesi di reato venissero accertate, e afferma sin d’ora di volersi “costituire parte civile nei confronti di quanti saranno individuati quali responsabili dei fatti descritti”. I movimenti, sorti nel tempo in ognuno dei comuni interessati dalla realizzazione di impianti eolici, denunciano da tempo la “saturazione del territorio”: per questa ragione, oltre che per le infiltrazioni di carattere criminale, hanno richiesto la sospensione delle autorizzazioni, fino ad ottenere dalla Regione Campania una moratoria che però non li soddisfa appieno.

Durante l’assemblea pubblica di Andretta della metà della scorsa settimana (leggi qui), con toni e accenti anche piuttosto forti, il Coordinamento ha denunciato la latitanza della politica, più volte invocata per placare un fenomeno che sembra senza via di ritorno. Domenica prossima, 18 settembre, alle 16, presso il Teatro Comunale di Lacedonia si terrà (leggi qui) un consiglio comunale allargato, sulla stregua di quello di Bisaccia dell’ottobre scorso, avente ad oggetto un unico punto all’ordine del giorno: “Deliberazione collegiale dei comuni dell’Alta Irpinia in merito allo sviluppo selvaggio dell’eolico: applicazione della moratoria regionale ex art. 15 l. r. n.6 del 5 aprile 2016 e partecipazione al tavolo tecnico regionale sul Pear”.