INTERVISTA | Bocci, De Sanctis e gli studenti: Modernità e moralità siano da esempio

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LACEDONIA – Un’anteprima così non si era mai vista. E il silenzio e la partecipazione dei ragazzi degli Istituti di Lacedonia, Calitri, Melfi e Aquilonia ne sono la prova.

Quei minuti intensi, ricchi di pathos e di trasporto hanno fatto del reading desanctisiano di Cesare Bocci, tenutosi ieri presso il Teatro Comunale di Lacedonia, un’occasione di confronto e di scambio. “Un viaggio elettorale” di De Sanctis, presentato dalla Charlie Chaplin Produzioni, con l’adattamento e la regia di Giambattista Assanti e la direzione generale di Palmira Lapio, sembra, dunque, essere sopravvissuto al duro giudizio dei ragazzi, che ne hanno accolto i significati e li hanno attualizzati senza timori.

Mattinata piacevole, in cui ha dominato la lettura appassionata di Bocci: l’attore ha aperto gli orecchi anche al più sordo, e dopo la lettura di frammenti desanctisiani da parte di alcuni studenti, un dibattito sentito l’ha fatta da padrone, un po’ per la curiosità, un po’ per l’occasione. Tutti concordi sulla grandezza e sulla modernità del De Sanctis, tutti convinti che sia una necessaria chiave di lettura della nostra società, tutti favorevoli ad accogliere le idee di onestà e educazione per le quali tanto si era battuto il patriota irpino, ma ai ragazzi è piaciuto andare oltre. Valanga di domande per Cesare Bocci, che si è intrattenuto volentieri con il suo giovane pubblico, spaziando tra i grandi temi dell’attualità, ma con una luce sempre accesa sul De Sanctis.

E noi non siamo stati da meno.

Cesare Bocci legge De Sanctis
Cesare Bocci legge De Sanctis

Che cosa ha significato per Cesare Bocci, grande interprete del cinema italiano e di numerosi personaggi di rilievo, aver dato voce a De Sanctis?

Per prima cosa ha significato conoscere lo scrittore, il politico, l’uomo. E sinceramente era una figura che mi mancava. È stata una piacevole sorpresa sapere che era un uomo con una visione così moderna. Nella sua idea della politica c’erano l’istruzione e la moralizzazione della politica e il ruolo del politico richiedeva tanta onestà nel momento in cui si ricopriva tale ruolo. Credo che questo sia da ammirare e prendere da esempio.    

E quanto c’è di De Sanctis in Bocci?

Sono un uomo abbastanza curioso. Mi ritengo un uomo imperfetto. In fondo la perfezione è un po’ noiosa! C’è in me la speranza che queste idee vengano un giorno, presto, recepite dai giovani che rappresentano il futuro e le future classi politiche.

Non ci facciamo i fatti nostri e, mentre una classe lo saluta a voce spiegata, invitandolo a tornare, come quei fans sfegatati all’uscita dei teatri e dei camerini, riusciamo a fargli un’ultima domanda.

Ci sono delle affinità con il De Sanctis?

Beh sì, credo che l’onestà, quella intellettuale e politica, quella di cittadino, sia quella che paghi di più. L’onestà anche come professionista. Essere onesti significa affrontare i ruoli che ci vengono dati con impegno, pronti ad accogliere le novità, e soprattutto senza presunzione.