Irisbus, audizione in Commissione: il M5S insoddisfatto

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ROMA -La Commissione congiunta Trasporti-Lavoro della Camera è stata luogo della discussione sulla risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle per lo sblocco della vertenza Irisbus.

Carlo Sibilia, deputato pentastellato e cofirmatario dell’atto di indirizzo politico, al termine si è detto amareggiato. “Quello che temevo alla vigilia di questo appuntamento – ha affermato – purtroppo si è verificato. Ancora una volta il Governo non ha saputo rispondere in maniera soddisfacente ad una problematica che si trascina da due anni e che sta tenendo in scacco le vite dei lavoratori. Senza soldi, si prende tempo, si perde tempo. Perché agevolare ‘l’applicazione della cassa integrazione guadagni in deroga’ e non ‘il reintegro nel settore’, come da noi richiesto?”, si chiede il portavoce avellinese.

Sibilia ha proseguito riportando le parole di Erasmo D’Angelis, sottosegretario ai trasporti che, “nell’auspicare in maniera liturgica l’approvazione di una norma che preveda la sostituzione di tremila autobus ogni anno e che stanzi, a tale scopo, gli importi adeguati, quantificabili almeno in 300 milioni di euro annui, ha ammesso candidamente che le risorse disponibili nell’ambito della manovra di finanza pubblica sembrano essere non superiori a 100 milioni di euro”.

A Sibilia fa eco il vicepresidente della Commissione Trasporti, Ivan Catalano, del M5S, che rilancia: “Sarebbe più opportuno destinare tali esigue risorse alla conversione dei mezzi esistenti, che consentirebbe la ripresa del settore, potendo essere affidata ai dipendenti dello stabilimento di Flumeri la manutenzione dei mezzi riconvertiti. La cassa integrazioni guadagni è una misura assistenziale che non agevola il mantenimento della competenza professionale dei lavoratori, i quali preferiscono, anche sotto il profilo psicologico, oltre che produttivo, lavorare piuttosto che essere assistiti”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della Commissione Lavoro, Walter Rizzetto del M5S, che ritiene che “gli impegni assunti sul tema non siano soddisfacenti e che l’Esecutivo debba porsi obiettivi di maggiore prospettiva, che sappiano far fronte strutturalmente alle crisi del settore, anche attraverso la predisposizione di un piano di rilancio industriale”.