Isochimica, il processo deve tornare ad Avellino

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Isochimica, l’on. Generoso Maraia al lavoro per far tornare il processo ad Avellino

Isochimica
on. Generoso Maraia

«Il processo Isochimica può tornare ad Avellino. Il processo Isochimica deve tornare ad Avellino» con queste parole l’on. Generoso Maraia ribadisce il suo impegno e di tutto il Movimento 5 stelle, affinchè il processo torni in Irpinia.

«Abbiamo da tempo individuato la soluzione nel Carcere Borbonico di Avellino, ritenuto inidoneo ad ospitare il processo per motivi di sicurezza. Le nostre istanze rivolte all ex Sindaco Foti, imputato nel processo Isochimica, non hanno mai trovato alcuna risposta. Con l’attuale Sindaco Ciampi intendiamo risolvere, attraverso una imminente interlocuzione con i Vigili del Fuoco, il problema inerente la sicurezza. È importante sottolineare la sensibilità con la quale il Sindaco Ciampi ha reso possibile tale svolta. In pochi mesi l’amministrazione di Avellino si è resa disponibile a risolvere un annoso problema riponendo l’attenzione della collettività sulla questione Isochimica. In questa fase ho apprezzato l’intervento del Presidente della Provincia Domenico Biancardi nel rendere disponibile la struttura. Riteniamo fondamentale che il Processo Isochimica torni ad Avellino».

Il procedimento, nato con  gli esposti del 2008/2009 del padre di Generoso Maraia, Giovanni Maraia, mediante l’associazione Ariano in Movimento, pone l’attenzione sul dovere di tutte le Istituzione di garantire ciò che si concretizza come una vera e propria esigenza: quella di alleviare i disagi degli operai e delle parti costituite nel processo, nonchè quella di coinvolgere la comunità Avellinese ed Irpina, per anni tenuta all’oscuro di tutto.

Isochimica
Giovanni Maraia

«La nostra attenzione è massima, in attesa che il processo torni ad Avellino, stiamo lavorando con l’intero gruppo di parlamentari Irpini del Movimento 5 Stelle. Abbiamo fortemente voluto e stiamo seguendo in
Commissione  Lavoro l’emendamento con il quale si garantirà il pensionamento degli ex operai».