La pessima pagella dell’Avellino contro la Torres

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Sarebbe stato meglio coprirsi gli occhi e non guardare l’Avellino sceso in campo oggi. Esagerato mercoledì nella goleada contro la Lupa Roma, esagerato quest’oggi nel farsi prendere a schiaffi porgendo sempre l’altra guancia, ma senza provare ad abbozzare mai neanche la benché minima reazione. Ecco le pagelle della sfida, non che ci sia molto da riflettere anche perché saranno tutte molto simili.


PIZZELLA – 5 – Incolpevole sui due gol subiti, perde la testa nel finale di gara facendosi espellere per aver spintonato un raccattapalle. Stando alle dichiarazioni di Bucaro, saranno presi dei provvedimenti nei suoi confronti perché il ragazzo da lui colpito è anche andato in ospedale, ed un comportamento del genere non è ammissibile. Peccato per lui, visto che era in rampa di lancio.

LAGOMARSINI – S.V. – Entra solo dopo l’espulsione di Pizzella, per lui di sicuro ci sarà la possibilità di riscattarsi mercoledì, nel recupero contro il Budoni.


PATRIGNANI – 6 – Lui non scende in campo nel secondo tempo e dunque è avulso dal mesto spettacolo visto nella seconda frazione. Non offende molto ma difende bene, quindi sufficienza meritata per lui.

MORERO – 5,5 – Prova a suonare la carica, tant’è vero che il primo tiro in porta (al 42′ del primo tempo) arriva dopo una sua azione personale. Da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più e non qualche fallo sciocco, come quello che prende e fa scattare la squalifica per il prossimo turno.

DONDONI – 6 – Uno dei migliori, il migliore, o il meno peggio del secondo tempo dell’Avellino: difende bene e si fa trovare sempre pronto a mettere una pezza. Finalmente una buona prestazione per lui, che quando si dice la sorte, corrisponde ad una pessima dei Lupi. Che sia da monito per il futuro.

PARISI – 4 – Non il solito Parisi che siamo abituati a vedere in campo. Poco propositivo, costantemente saltato da Sarritzu, che gli ha fatto vedere i sorci verdi: non una giornata da ricordare per il ragazzo.

OMOHONRIA (EDDY) – 3 – Voto bassissimo per lui in quanto emblema di questa disfatta. Liscia malamente il pallone da cui nasce il vantaggio dei padroni di casa. Difende male e non attacca neanche. Da rivedere.


TRIBUZZI – 4 – Non riesce ad incidere come fa di solito e probabilmente ne soffre. Neanche un suo spostamento sulla sinistra riesce ad invertire il trend di giornata. Espluso per un qualcosa che non ha fatto e per l’incapacità del direttore di gara; forse per lui è il momento di un meritato riposo.

MATUTE – 5 – Come al solito fa il suo dovere in fase di copertura, ma poi non dà nulla di più nel momento in cui potrebbe proiettarsi in fase di spinta.

GERBAUDO – 5 – A tratti anche sconsolato in mezzo al campo per la mancanza di soluzioni cui fornire un passaggio o indirizzare una giocata degna di spunto. La qualità lui ce la metterebbe pure, ma non è aiutato. Troppo solo.

DA DALT – 5 – Primo tempo ottimo per lui; tante giocate, qualche bel dribbling e qualche occasione creata. Nel secondo tempo, così come l’Avellino, si spegne, complice forse anche un parziale cambio di modulo che lo fa abbassare sulla linea mediana. Tocca a lui la sfortuna di non riuscire ad allontanare il pallone trasformatosi poi nel 2-0.

CIOTOLA – S.V. – Tocca forse un solo pallone e neanche lo controlla bene; entrato anche a risultato già acquisito, non poteva certo fare miracoli. Forse qualche chance in più l’avrà mercoledì.

DI PAOLANTONIO – 5 – Entra al posto di Gerbaudo, ma in effetti ne diventa la fotocopia, non riuscendo a fornire qualche giocata degna di nota, sia a livello personale che a livello di collettivo.


SFORZINI – 4 – Si dimena di qua e di là per offrire qualche sponda ai suoi compagni: a volte ci riesce, altre no. Non un tiro in porta per lui: a che serve un bomber d’area se poi non viene messo in condizione di segnare?

DE VENA – 4 – Si fa vedere poco per offrire qualche opzione di giocata e non ne sfrutta qualcuna che potenzialmente avrebbe potuto essere ben più pericolosa. Spento e con poco mordente, non in giornata.


MUNERATI (ARBITRO) – 3 – L’incapacità fatta persona. La gara che gli sfuggiva di mano si era già intuita nel primo tempo quando si continuava a giocare nonostante avesse fischiato. Crea confusione e spesso prende fischi per fiaschi, come nel caso dell’espulsione di Tribuzzi, la quale non sta né in cielo né in terra.