La Telesina si rifà l’abito: manto stradale nuovo, ma resta la mannaia degli autovelox

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RED. – Finalmente, si potrebbe dire. Finalmente sulla Strada Statale 372, meglio nota come Telesina, hanno preso il via da qualche settimana i lavori di rifacimento del manto. E i risultati si vedono.

Un’arteria fondamentale sia per la comunicazione tra i vari paesi della Valle, sia per chi, provenendo dal lato irpino, voglia salire verso Roma evitando il lungo tratto autostradale fino a Napoli e immettendosi sull’Autostrada del Sole direttamente a Caianello. Fino a non molte settimane fa, infatti, percorrere la SS372 era poco meglio che prendere parte a una processione o mettersi in fila alle Poste. Colonne di auto e autotreni a rispettare gli incredibili ma reali limiti di velocità, fissati in moltissimi punti a 60 km/h, quando non a 40. A punire anche i minimi sforamenti, gli inflessibili autovelox che continuano a spuntare come funghi lungo il tratto (l’ultimo in ordine di tempo all’altezza dell’uscita di Cerreto Sannita: leggi qui).

Percorrendo l’intera statale, da Benevento a Caianello (80 km circa), ci si accorge facilmente dei miglioramenti del fondo stradale. Lunghe lingue di asfalto stese a copertura di pezzi di strada prima assolutamente indegni, che risultavano essere un vero e proprio insulto alla dignità di utenti che pure versano salatissime imposte e dovrebbero usufruire di infrastrutture all’atezza. Bisogna rilevare che, dopo denunce, riflettori accesi dai media (anche noi crediamo di aver fatto la nostra parte) e manifestazioni in auto a passo d’uomo (leggi qui), qualcosa si è mosso. I cantieri lavorano celermente, migliorando sensibilmente la viabilità di alcuni tratti. Passi avanti vistosissimi si evidenziano già allo svincolo Campobasso-Caianello, dove la strada aveva le fattezze di un campo minato. Molto migliori anche le condizioni del manto nel tratto Ponte-Paupisi-Solopaca, mentre andando oltre le stese di asfalto assumono più le sembianze di un fatto isolato.

Telesina

I problemi, però, non sono del tutto risolti, anzi: sui viadotti, in particolare, dove si continua a camminare su un manto tutt’altro che eccelso. E poi c’è il problema dei problemi, che ha causato numerosissime proteste (e altrettanti reclami): quello degli autovelox. Non si contano i “Controllo elettronico della velocità”, cartelloni stradali che segnalano agli automobilisti la presenza di occhi rilevatori di piede pesante. Sono tantissimi, disseminati soprattutto lungo il tratto tra Ponte e Cerreto Sannita, ma che riducono una “strada a scorrimento veloce” in una stradina ad andamento lento.

Se prima le offensive condizioni del fondo potevano essere ritenute una ragione per fissare limiti di velocità da lumaca – ma diciamo pure che sono state utilizzate come alibi a questo fine -, speriamo vivamente (ne siamo assolutamente certi) che al miglioramento del manto corrisponda un innalzamento consistente e non effimero dei limiti stessi. Altrimenti tutto resterà solo e soltanto un modo per fare cassa.