La transumanza, una rarità da tutelare e certificare

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La transumanza una garanzia per la salubrità dei prodotti agroalimentari, ce ne parla il Direttore dell’IZSM Dott. Antonio Limone

Lo scorso 17 giugno a Sant’Angelo dei Lombardi, presso l’Abbazia del Goleto, si è parlato di strategia per la salubrità dei prodotti agroalimentari nel corso del convegno promosso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), dall’Ordine dei medici veterinari della Provincia di Avellino e la Asl di Avellino all’Abbazia del Goleto di Santa Maria dei Lombardi, ad Avellino.

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Il convegno è stato organizzato a conclusione della transumanza che si è tenuta nel corso della prima parte della mattina e che ha attraversato l’Oasi del WWF di Conza, contrada del Bosco Pescara, Contrada Serre Teora, Contrada difesa san Vitale, Contrada Civita, Contrada Oppido Lioni, Fontana Gavitoni e Località Laceno a Bagnoli Irpino.

Proprio dell’importanza di questa pratica millenaria, principale fonte economica di tutti i popoli, si è discusso nel corso della giornata di approfondimento: «I prodotti caseari realizzati da quei casari che praticano ancora la Transumanza al giorno d’oggi sono vere e proprie rarità che è nostro dovere tutelare e valorizzare» hanno dichiarato Antonio Limone, Direttore generale dell’Izsm e Vincenzo D’Amato, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Avellino.

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«Si tratta – aggiungono – di prodotti strettamente connessi al territorio per il quali stiamo pensando ad una certificazione ambientale. In questi casi, infatti, si va ben oltre il concetto di salubrità e di qualità. Gli animali che effettuano la transumanza, infatti, hanno a disposizione spazi vasti, cibi variegati e ambienti incontaminati. Sono mandrie che non impattano sull’ambiente alla stregua degli allevamenti intensivi ed è questo quello che deve essere riconosciuto», concludono Limone e D’Amato.