LACEDONIA ’16 | -37. Lic, la frattura è insanabile. Megliola: Clima di diffidenza e di sospetti

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LACEDONIA – “La ricostruzione che ho letto (qui per rileggerla) corrisponde in gran parte al vero. Ma la realtà è che c’era sin dall’inizio un clima di diffidenza, di sospetto, che poi ha portato alla conclusione che sappiamo”.

Mario Megliola, anima dell’associazione “Ci Siamo…”, che stava tentando (riuscendoci, quasi) un’alleanza elettorale con l’anima di sinistra e quella antieolico all’interno del movimento Lacedonia In-Comune, descrive la serata di ieri e pone alcune domande al movimento Libera-Azione, nato a sostegno della candidatura a sindaco di Antonio Di Conza.

Nell’esternare pessimismo riguardo a una ripresa dei rapporti con il gruppo facente capo a Rocco Pignatiello, Megliola afferma: “Con l’ala del comitato No Alta Tensione, invece, ci sono ottime possibilità di arrivare fino in fondo”.

“La volontà era quello di mettere in piedi un progetto condiviso per la nostra comunità”, afferma ancora Megliola, a poche ore dal definitivo redde rationem. “Non è un mistero che convergessimo sul nome di un professionista (Felice Pennacchio, ndr), così come non è un mistero che la partecipazione dei cittadini è per noi sempre un fatto positivo”. L’accusa piovuta da sinistra poggia sull’improvvisa “apparizione” di facce mai viste in assemblea. “Avevamo sempre detto che la nostra associazione contasse 28 adesioni: se noi siamo credibili e altri no, la colpa non è né mia né di Pennacchio. Oltretutto, noi abbiamo illustrato il progetto di Lacedonia In-Comune ai nostri soci, chiedendo la loro presenza se lo condividessero”.

Parole piuttosto forti, che sono probabilmente il prologo a un nuovo scontro. Il triangolo Lic-No Alta Tensione-Ci Siamo conoscerà entro stasera il suo definitivo destino, con gli ex “movimentisti” che paiono destinati a una corsa in solitaria (a meno di colpi di scena o nuove alleanze). “Oltre a venire da storie diverse e da rapporti umani non consolidati, qualcuno vive con la diffidenza in tasca, e la politica non è fatta di questo. E’ fatta di intenti, di condivisione e di compromessi, a volte”.

“Se ci faranno pervenire una proposta che sia una novità, noi la valuteremo, ma non parteciperemo più ad alcuna assemblea. Anche perché dopo ieri sera abbiamo capito che la diffidenza del gruppo antieolico non era nei nostri confronti, ma verso di loro. Tanto che ad assemblea sciolta siamo rimasti a discutere e a confrontarci per un bel po’ di tempo proprio con il comitato”. Appare verosimile che alla base dell’addio del comitato vi sia la mancata riuscita di una strategia che avrebbe dovuto portare alla candidatura dell’ex primo cittadino (dal 2001 al 2006) Gerardo Palladino.

Proprio per questo, Megliola definisce “un errore arrivare ai voti per individuare il candidato sindaco. Mario Caggiano, nostro referente all’interno della commissione, ha insistito per un processo inverso: prima la lista e poi il candidato, da scegliere all’interno o all’esterno. Siamo stati violentati dall’ex Laboratorio della Sinistra, che ha sempre parlato di ‘una testa, un voto’, tutto all’interno dell’assemblea e prima il sindaco. Abbiamo fatto come hanno detto loro, abbiamo accettato le loro regole. Ma quando si sono accorti che la nostra associazione era presente con tutti gli iscritti, hanno girato le carte e sono andati via. Dispiace, perché abbiamo avuto a che fare con bravissime persone, serie, oneste e perbene, ma con un’impostazione mentale che…non c’è niente da fare”. Questi sono i fatti. E le conseguenze? “La conseguenze più immediata è che da domani noi siamo in campo per raccogliere le firme e presentare la lista, mi auguro con il comitato No Alta Tensione. Ma noi siamo aperti e disponibili a discutere fino all’ultimo giorno con tutti”.

Megliola, però, non si ferma alla frattura di ieri sera. Va oltre, va nell’altro campo e parla del documento redatto nei giorni scorsi da Libera-Azione, gruppo nato da alcune settimane intorno al sostegno della candidatura di Antonio Di Conza. “A questi ragazzi voglio fare alcune domande a nome mio e dell’associazione. Scrivono che questa comunità ha subito negli ultimi anni un declino economico, morale e sociale. Che giudizio danno degli ultimi dieci anni di amministrazione, cioè di governo Rizzi? E che giudizio in particolare danno degli ultimi cinque (in cui alcuni di loro, tra cui il probabile candidato sindaco, erano in giunta)? E’ troppo bello dare un giudizio su vent’anni fa e non sul periodo più vicino. Sono curioso di sapere la loro opinione”, chiede e si chiede. “E cosa dicono, poi – prosegue – sull’accordo maggioranza-minoranza che ha caratterizzato gli ultimi anni?”.