Lacedonia, là dove c’è accoglienza vera: inaugurata la Comunità Casa Figli di Dio

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LACEDONIA – Lacedonia si conferma paese dell’accoglienza. E’ stata inaugurata stamane, in Contrada Carducci, la Comunità Alloggio Casa Figli di Dio, gestita dalla Cooperativa Sociale La Città della Luna e che ospita otto minori non accompagnati.

La comunità, coordinata dalla dottoressa Elena Romano, sorge su un terreno donato al Comune di Lacedonia dalla signora Anna Pescatore, lacedoniese, che si è dunque distinta per un gesto di assoluto altruismo. Alla presenza del sindaco, Mario Rizzi, dell’assessore comunale alla Politiche Sociali, Antonio Di Conza, e dei responsabili della Cooperativa, il parroco di Lacedonia, don Sabino Scolamiero, ha dato la propria benedizione alla  struttura. Una struttura che in realtà lavora a pieno regime già dallo scorso aprile, quando arrivarono i primi otto minori, alcuni dei quali sono tuttora presenti.

“Si è trattato di un grande lavoro – ha affermato nel suo intervento il sindaco Rizzi -, ma sapevamo, conoscendo lo spirito di accoglienza proprio dei lacedoniesi, che i ragazzi si sarebbero integrati presto e bene all’interno della nostra comunità. Ciò è stato possibile grazie al preziosissimo operato degli educatori, ovviamente, ma anche delle associazioni presenti sul nostro territorio, che hanno cercato di coinvolgere i ragazzi in tutte le attività”.

Sulla stessa lunghezza d’onda don Sabino Scolamiero, il quale ha ricordato che il merito più grande va dato “alla comunità lacedoniese e alla sua innata capacità di accoglienza: in questo luogo abbiamo dato concretezza a quello che Papa Francesco predica tutti i giorni”. Il presidente della Cooperativa Città della Luna, Elena Palma Silvestri, ha espresso parole di orgoglio per il lavoro svolto, aggiungendo: “Per noi è stato ed è un privilegio aver incontrato la comunità di Lacedonia e aver allacciato rapporti con uomini e donne di questo paese: un paese fatto di gente per bene”.

Chi ha seguito passo dopo passo la nascita e lo sviluppo di questo progetto è l’assessore Antonio Di Conza, che lo ha portato avanti, come suo solito, nella discrezione e nel silenzio. “Questa casa – ha affermato Di Conza nel suo intervento – è un po’ il punto d’incontro dei tanti paesi da cui questi ragazzi sono partiti, ognuno con la propria storia: Mali, Gambia, Senegal, Somalia, Bangladesh. E la loro presenza in paese può dare l’idea di quanto anche il nero, alle volte, possa essere un colore sprizzante voglia di vivere”.

Molto sentiti gli interventi di Tecla Lo Vito, presidente dell’Anspi di Lacedonia, e di Angela Curcio, referente psicologa e capo degli operatori all’interno della comunità: Antonia Bianco, Isabel Cardellicchio e Francesco Leone. “E’ vero che noi li abbiamo aiutati – ha affermato la Lo Vito, che da subito ha cercato (con successo, bisogna dire) di coinvolgere i ragazzi nelle attività programmate -, ma non avete idea di quanto loro abbiano insegnato a noi”. Le parole di Angela Curcio, lacedoniese doc, sono state invece di gratitudine nei confronti del proprio paese e dell’accoglienza che ha riservato ai ragazzi. “Questi ultimi – ha aggiunto, presentandoli uno per uno – mi hanno arricchito tantissimo: sono ragazzi educati e rispettosi, che cercano di costruirsi esattamente come lo facciamo noi”.

La benedizione di don Sabino Scolamiero ha chiuso la parte istituzionale e aperto il pranzo, offerto dalla Cooperativa e gestito dal Catering dell’Hotel Ristornate Gronki di Aquilonia.