Lacedonia, maggioranza e minoranza si agitano: i giorni della maretta

234

LACEDONIA – La parola di queste ore è “maretta”. Decisamente. E’ un termine che descrive una situazione di agitazione, e può andare bene sia da una parte che dall’altra. Dalla parte degli sconfitti come dalla parte dei vincitori.

Cominciamo dai primi. Nelle ore che hanno immediatamente seguito l’ufficialità della tremenda sconfitta elettorale, Gerardo Palladino ha dato vita a un gruppo virtuale su Facebook denominato “Il Quadrifoglio”, dal nome della lista che nel 2001 egli stesso capeggiava e che lo portò a vincere le elezioni e a ricoprire la carica di sindaco fino al 2006.

Solo che sembra che all’interno di Lacedonia In-Comune quest’azione non sia stata accolta con grandissimo entusiasmo. Il cambio di passo voluto da Palladino avrebbe innanzitutto colto di sorpresa un po’ tutti. Nel gruppo non sarebbero mancati i delusi e gli scontenti dal mancato coinvolgimento, e in una riunione tenuta ieri sera (seguita da una cena dai tratti leggermente più distesi) i toni sono stati anche piuttosto accesi. Maretta, appunto. I tre eletti in consiglio (Fusco, Pennacchio e lo stesso Palladino) hanno smentito le ipotesi di dimissioni, e anzi hanno rilanciato: vorrebbero un gruppo forte che soffi alle loro spalle. A questo punto viene da pensare che Lacedonia In-Comune non venga considerato tale, per cui si vorrà forse partire dal nome per modificarne la struttura e l’azione. “Ci diamo una speranza di vero cambiamento – ha scritto Palladino -, e vogliamo riportare nella nostra comunità il bene più prezioso che contraddistingue un uomo libero: la dignità”. Nel frattempo, appunto, maretta.

Una seduta del consiglio comunale di Lacedonia
Una seduta del consiglio comunale di Lacedonia

Acque non meno agitate in maggioranza, dove, come riportato nei giorni scorsi (leggi qui), il neo-sindaco Di Conza sta cercando la quadra per la composizione della giunta. Sul tappeto, la nomina del vicesindaco e di due assessori, come previsto dalla legge per i comuni al di sotto dei tremila abitanti. Anche in questo caso, maretta già dalle prime riunioni. Voci di corridoio parlano di richieste avanzate proprio in merito alla carica di vicesindaco. A pesare, in questo caso, sarebbe il numero di preferenze. Sul tavolo, infatti, sarebbe stato messo il numero 137, corrispondente, appunto, alle preferenze collezionate da Giuseppe Damiano, il più votato tra i candidati.

Richieste che andrebbero (il condizionale è d’obbligo) in controtendenza rispetto alle volontà di Di Conza. E che avrebbero aperto una discussione nella discussione. Va ricordato infatti che, come sottolineato dallo stesso nuovo primo cittadino, accordi preventivi sull’assegnazione di cariche e deleghe non ce n’erano. Questo, se da un lato poteva essere visto come garanzia di trasparenza, dall’altro, a giochi fatti e voti raccolti, avrebbe appunto causato un cortocircuito all’interno della nuova maggioranza. Il lavoro che attende il nuovo sindaco, quindi, sarà, almeno in queste prime settimane, contrassegnato da tanta pazienza e capacità di mediazione. A cominciare dalla nuova riunione di questa sera. Nel frattempo, anche qui, maretta.