Lacedonia, il Calaggio invaso dalla piena: un altro ponte inagibile e un’altra famiglia isolata

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LACEDONIA (AV) – Giornata di tregua, quella di martedì, nelle zone dell’Alta Irpinia flagellate da continue bombe d’acqua e da un vento fortissimo, che hanno caratterizzato gli ultimi giorni della scorsa settimana e l’inizio di quella in corso.

Tuttavia, prosegue la conta dei danni. Vige uno stato di massima allerta nella vallata di Calaggio, dove confluiscono le acqua che provengono dal versante di Lacedonia e Bisaccia e quelle provenienti dal versante opposto, cioè da Scampitella. Nella giornata di domenica si era registrato il crollo di un ponte, spazzato via dalla furia possente del Carapelle, che ha di fatto isolato un’intera famiglia e un allevamento di centinaia di maiali. Alla buona notizia della sostanziale immobilità della temutissima frana che da anni, all’interno dell’area industriale, minaccia il lavoro dell’Omi, se ne contrappone una negativa: l’acqua continua a convogliare all’interno del Carapelle, che solitamente non ha una grande portata, ma che continua ad ingrossarsi paurosamente. Nella mattinata di ieri, il livello ha raggiunto e superato un ponte che consente l’accesso verso un ristorante e verso l’abitazione dei proprietari e che ora, di fatto, è intransitabile (nella foto). Il torrente – acqua strapiena di creta – ha in sostanza inghiottito la già precaria costruzione. Questa si trova a pochi metri dalla confluenza tra il Carapelle e lo Scafa, anch’esso arrivato ad una portata d’acqua impressionante, isolando la famiglia e il ristorante sottostante. La famiglia sembra anche aver lamentato la lentezza dei soccorsi.

Il comune di Lacedonia si è attivato da domenica, allertando il Genio civile e la Protezione civile regionale – che dovranno addivenire ad una soluzione quantomeno provvisoria – e chiedendo proprio alla Protezione civile regionale il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La situazione, in effetti, è piuttosto grave, se non altro perché ciascuno dei due ponti (quello crollato domenica e quello finito sotto il livello del fiume ieri) rappresenta l’unica via d’accesso alle zone ora tagliate fuori da ogni tipo di collegamento.

Situazione meno grave ma pur sempre seria e da tenere sotto stretta osservazione è quella in contrada Forna, tra Lacedonia e il Lago di San Pietro. La Sp 6 verso Monteverde è aperta ma percorribile con difficoltà estreme. Soprattutto nelle immediate vicinanze della Madonna delle Grazie, luogo di culto molto caro ai lacedoniesi e dove sorgono un’abitazione e un’azienda agricola, l’Osento ha scavalcato prepotentemente gli argini e inondato ampie zone dell’area pic nic, oltre che qualche terreno adibito a coltivazione.

Il vicesindaco di Lacedonia, Antonio Caradonna, ha affermato che “in contrada Forna la situazione non presenta pericolo immediato, al contrario della zona di Calaggio. I responsabili del Genio civile – ha proseguito Caradonna – si sono recati in entrambe le zone, attivando le procedure ordinarie e quelle straordinarie per mettere l’area in sicurezza”. I tecnici hanno poi redatto due distinti verbali contenenti le disposizioni per l’attuazione di piani d’intervento finalizzati proprio alla messa in sicurezza delle aree finite sott’acqua. Per quel che riguarda contrada Forna, si procederà alla pulizia dell’alveo del fiume, mentre, come detto, a Calaggio il problema si presenta molto più serio: di concerto con l’Ufficio tecnico comunale, il Genio civile ha redatto una bozza di progetto per ovviare al rischio incombente e liberare dall’isolamento le famiglie convolte.

In tutto ciò, il meteo sembra giocare a favore dei soccorsi: la tregua pare doversi prolungare, e la pioggia dover lasciare posto al sole.