Lacedonia: tra “De Sanctis” e Giudice di Pace, è una settimana di…passione

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LACEDONIA – Settimana di passione, quella che sta vivendo Lacedonia. Accanto alla Passione che verrà oggi evocata con la tradizionale rappresentazione della Via Crucis per le vie del paese, la comunità stringe i denti e con trepidazione cerca di capire quale via percorrere per fare in modo che il futuro dell’Istituto Magistrale “Francesco De Sanctis” e dell’ufficio del Giudice di Pace sia ancora in paese.

Per il “De Sanctis”, in attesa di un incontro l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Caterina Miraglia, le cose sembrano potersi concretamente raddrizzare, specie dopo la delibera del Commissario provinciale Raffaele Coppola. Per ciò che concerne  il Giudice di Pace paiono essere stati fatti dei passi avanti, in direzione del mantenimento di un ufficio la cui chiusura era stata disposta dal decreto legislativo 156 del 7 novembre scorso, che recepiva la legge 148/11in tema di revisione della spesa, la stessa che ha definito la soppressione dei tribunali di Sant’Angelo dei Lombardi e Ariano Irpino.

L’ufficio del Giudice di Pace di Lacedonia, secondo quanto previsto dal provvedimento, avrebbe dovuto accorparsi proprio a quello di Sant’Angelo. Ma l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Rizzi, ha cercato ogni via per scongiurare quest’eventualità. Sfruttando un comma della legge, quello che prevede il mantenimento dell’ufficio a totale carico dell’ente comunale, fatta eccezione per il giudice stesso, è stata scelta la strada dell’unione con i comuni circostanti. Consorziandosi con Aquilonia, Bisaccia e Monteverde, infatti, è stato raggiunto un accordo di massima per poter continuare ad assicurare il servizio.

La decisione presa dai quattro comuni altirpini prevede la convocazione dei rispettivi consigli comunali entro il prossimo 15 aprile, per adottare una delibera consiliare nella quale si manifesti la volontà di mantenere l’ufficio del Giudice di Pace e, appunto, di farne proseguire l’attività attraverso una gestione consorziata. La successiva data da cerchiare in rosso sul calendario sarà il 29 aprile. Entro quel giorno, infatti, i comuni dovranno inviare una richiesta al Ministero della Giustizia per poter mantenere il servizio. A supporto della richiesta, tre fattori. Poter trattenere sul territorio un presidio di legalità, evitare ai cittadini danni economici innegabili e tutelare maggiormente i diritti dei cittadini stessi.

La somma che ogni ente destinerà per la gestione dell’ufficio non è stata ancora stabilita. E’ plausibile però prevedere che sarà decisa in proporzione al numero di abitanti con, probabilmente, una maggiorazione per il Comune di Lacedonia, nel cui territorio insiste l’ufficio.