L’Irpinia perde pezzi, ogni anno va via un paese intero: i dati

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RED. – Un paese di duemila abitanti ogni anno. E’ quello che perde l’Irpinia e che non riesce a sostituire.

Dati che certificano, come affermato ai nostri taccuini da Toni Ricciardi, docente di storia delle migrazioni all’Università di Ginevra e coautore del Rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. Lo stesso Ricciardi, autore del primo capitolo di “Idee per lo sviluppo dell’Irpinia” (Editoriale Scientifica), a cura di Luigi Fiorentino, dal titolo “L’emigrazione e lo spopolamento”, mette su carta dati impressionanti. Ricciardi si è soffermato in particolare sul numero di iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire), in aumento costante e che in alcuni paesi supera di gran lunga il numero di cittadini che ci vivono.

“Avellino città – si legge a pagina 50 – dal post-terremoto ha sempre registrato un incremento di popolazione, da trent’anni a questa parte ha retto l’urto rispetto allo svuotamento storico e strutturale di altre realtà territoriali. Tuttavia, analizzando il quinquennio 2011-15 si registra una perdita netta in termini assoluti di 1.491 unità, con un incremento di iscrizioni all’Aire di 285 persone. Il dato, se da un lato ci indica una forte mobilità nazionale, dall’altro ci consegna un aumento non indifferente verso l’estero. A questi numeri va aggiunto il 50% di quanti mantengono la residenza in città, definiti dalla Svimez ‘pendolari di lungo raggio’. Facendo una stima corrispondente alla realtà, negli ultimi 5 anni oltre 2.500 avellinesi sono andati via. Ovviamente, simili cifre, rapportate con gli oltre 55mila residenti in città, hanno un’incidenza ben inferiore rispetto a quelle registrate dai comuni della provincia. Nonostante ciò, rappresentano il vero campanello d’allarme del tessuto demografico provinciale”.

Idee per lo sviluppo dell'Irpinia - Fiorentino

“A questa diminuzione vanno aggiunti i comuni che da anni vedono una riduzione di popolazione. Volturara Irpina dal 2010 ha perso 794 residenti; Quindici 469; Lacedonia -437; Calitri -419; Sant’Angelo dei Lombardi -374; Mirabella Eclano -330; Monteforte Irpino -318; Ariano Irpino -304 e Bisaccia -276. Ben 5 comuni perdono oltre 200 abitanti: Serino -265; Flumeri -240; Montemarano -208; Cervinara -205 e Frigento -202. Seguono 22 comuni che perdono più di 100 residenti, tra cui Montecalvo Irpino -181; Lioni -152; Nusco -145 e Villanova del Battista -103. Nel resto della provincia, altri 52 comuni con meno residenti, passando dai -99 di Castelfranci ai -6 di Capriglia Irpina. Sull’altro versante, ben 18 comuni registrano un incremento di residenti, con incidenze ovviamente di peso diametralmente diverso: Rotondi con +20; significativo il +37 della piccola Villamaina come il +78 di Vallesaccarda, fino ai più consistenti aumenti registrati a Pratola Serra +203; Ospedaletto +237 e Solofra +406”.

Meno 9897 abitanti nei cinque anni dal 2010 al 2014. Una media, appunto, di duemila abitanti in meno ogni 365 giorni. Una fuga, letteralmente, una tendenza talmente consolidata (registrata anche nel quinquennio precedente) che Ricciardi parla chiaro: “La desertificazione non è più un’ipotesi scolastica, è un dato di fatto”.

Di seguito, tutti i dati. Fonte: “L’Emigrazione e lo spopolamento”, capitolo I di “Idee per lo sviluppo dell’Irpinia” (Editoriale Scientifica), Luigi Fiorentino (a cura di). 

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