In memoria di Michele Pezza: i discendenti beneventani di Fra Diavolo raccontano il loro avo

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Michele Pezza, meglio noto come Fra Diavolo, uno dei personaggi storici più discussi di tutti i tempi e che tanto ha influenzato l’immaginario collettivo tanto da essere protagonista di romanzi, film e opere musicali, sarà al centro di un dibattito che si svolgerà a Napoli domenica 11 novembre, presso l’Ospedale degli Incurabili, al quale prenderà parte un suo pronipote omonimo, il dott. Michele Pezza, medico dermatologo e noto professionista di Benevento.

È proprio nel capoluogo sannita che ormai la famiglia Pezza vive da generazioni tramandandosi di padre in figlio la memoria storica legata all’illustre antenato di cui custodisce gelosamente un antico ritratto su tela. Ovviamente raccontare le gesta di Fra Diavolo, per di più da un punto di vista familiare e quindi, si potrebbe dire, di parte, non significa fare apologia o revisionismo, quanto adoperarsi per proporre una lettura ponderata ed equilibrata della biografia di un uomo e di un soldato spesso travisata a causa di interpretazioni alterate da pregiudizi storici e politici.fra diavolo

Michele Pezza nasce ad Itri il 7 aprile 1771. Il nomignolo di Fra Diavolo si lega ad una vicenda particolare. Negli anni della fanciullezza, infatti, il piccolo Michele indossò un saio da frate per un voto a San Francesco di Paola fatto da sua madre: tutti allora lo chiamavano Fra Michele; nel tempo, tuttavia, il giovane divenne sempre più vivace, manesco e avvenente tanto che il suo precettore gli affibbiò il soprannome appunto di Fra Diavolo.

La sua è stata una vita avventurosa ed eroica: dopo essere stato condannato per omicidio, nel 1798 Michele Pezza viene reclutato nell’esercito napoletano per combattere gli invasori giacobini. Sarà proprio questa esperienza chi gli consentirà di dimostrare tutte le sue doti militari, di motivatore e di capo-popolo che furono essenziali, per esempio, nella liberazione di Gaeta dai francesi. Tuttavia la fortuna è alterna e come innalza così atterra. Nel 1806 Napoleone Bonaparte fa marciare il suo esercito alla volta di Napoli; Fra Diavolo allora cerca di ricostituire la sua banda di guerriglieri e di irregolari, ma ormai la sorte era mutata e dopo un’estenuante caccia all’uomo, trovandosi del tutto isolato, fu catturato dai francesi nei pressi di Baronissi agli inizi di novembre 1806. Il giorno 11 dello stesso mese venne giustiziato per impiccagione nella Piazza del Mercato di Napoli. La salma fu tumulata presso l’Ospedale degli Incurabili.

Oggi, a 212 anni dalla morte, ci si chiede ancora se Fra Diavolo fu un brigante o un eroe. Egli è stato un figlio del suo tempo, epoca di grandi stravolgimenti politici e sociali, sapendo destreggiarsi con acume tra vicende storiche e umane che spesso di nobile avevano poco o nulla. Sicuramente non fu un redentore, ma ebbe moti di eroismo e generosità, ergendosi a difensore della sua terra e dei suoi legittimi governanti.