Eventi Lette-Rari, Mimosa Martini avverte: Emigrazione, fenomeno da affrontare per i prossimi decenni

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di Marciano Santosuosso

ARIANO IRPINO – Non usa mezzi termini Mimosa Martini, celebre giornalista, scrittrice ed inviata di politica estera del Tg5 (di cui è stata uno dei fondatori), che si è concessa ai taccuini de Lanostravoce.info, analizzando il fenomeno dell’immigrazione, che tocca così da vicino Irpinia e Sannio.

A margine del secondo incontro della rassegna “Eventi-Letterari” sulle politiche internazionali, organizzato dalla società di comunicazione XG5 in collaborazione con la nostra testata presso la Sala conferenze del Museo civico e della Ceramica di Ariano Irpino, la giornalista Mediaset ha risposto ad alcuni dei nostri quesiti inerenti lo scottante problema dell’emigrazione. Di seguito le sue principali riflessioni.

“L’Europa, invece di gestire questo fenomeno che dovremo affrontare per i prossimi decenni, si sta chiudendo a riccio. Nei prossimi venti anni, specialmente in Italia, arriveranno ondate sempre più crescenti di migranti. La soluzione potrebbe essere quella di andare in questi Paesi e fare degli accordi che disciplinino questi flussi; il problema è che questi sono Paesi dove c’è la guerra, in cui non ci sono governi né forme-Stato. Fare degli accordi, pertanto, risulterebbe impossibile. Ulteriore grosso problema – ha proseguito – è che in questi Paesi si creano delle organizzazioni criminali che regolano il traffico di esseri umani (come è successo nella città di Zuara in Libia con Gheddafi); purtroppo il fenomeno delle emigrazioni crea nuove organizzazioni criminali o ne fa rinascere altre: dopo la chiusura della rotta balcanica per i migranti si stanno creando organizzazioni criminali in Albania e Montenegro, che anziché contrabbandare sigarette si sono riciclati nel commercio di esseri umani”.

Immigrati sicurezza

La giornalista si è poi soffermata anche sulla questione riguardante in particolare la provincia di Avellino, in cui il Prefetto Carlo Sessa ha spesso rivolto appelli (inascoltati) ai primi cittadini dei vari paesi, affinché reperissero locali o strutture per ospitare gli immigrati che arrivano in Irpinia: “I Sindaci – ha affermato la Martini – hanno anche giustamente paura, poiché se sei in un territorio in cui non c’è lavoro, cosa possono fare queste persone? Io sono stata al campo profughi di Idomeni, in Grecia, e vedendo le condizioni in cui dovevano vivere queste persone, sono rimasta fortemente impressionata; c’erano 12mila persone accampate per terra, con i bambini che dovevano dormire la notte con solo una giacchetta addosso, sui terreni coltivati. Una situazione in cui ho provato vergogna di essere europea. Bisogna pensare che questi giovani vengono in Europa perché non hanno più niente, e arrivano da noi perché vogliono lavorare, perché vogliono un posto, perché vogliono ricrearsi una vita; ma questo l’Europa non può darglielo, quindi pensate a quanta rabbia potrà crescere in ognuno di loro”.

L’esperta di politica estera si è quindi poi soffermata anche sulla condizione psicologica: “Pensate che queste persone non siano a rischio depressione quando si trovano in queste situazioni disperate? Ci sono quelli che impazziscono. Io ho avuto modo di parlare – prosegue la Martini – con i volontari di Medici Senza Frontiere che mi hanno riferito che oltre le malattie da curare, alcuni di loro hanno il bisogno anche semplicemente di parlare. Vengono dicendo ho mal di testa, ma in realtà vogliono solo parlare; è gente che ha visto morire genitori e i propri figli sotto i bombardamenti”.

La giornalista ha concluso dicendo che “dobbiamo cominciare a pensare che non possiamo rilanciare le economie pensando al consumo, siamo delle economie oramai mature e già sfruttate: siamo ormai saturi. Bisogna cominciare a ripensare al sistema e a rinunciare a qualcosa per avere delle altre possibilità. Il sistema come lo abbiamo conosciuto è ormai finito, ha esaurito le sue forze; ci vorranno (forse) venticinque anni per uscire da questa situazione. Siamo entrati in un’era nuova piuttosto oscura, il rischio che diventi molto buia è elevato”