Nusco, De Mita: Io nel Pd? Impossibile, è un partito che non esiste

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NUSCO – “Tra passato e presente, ruolo e funzione dei partiti per il futuro della democrazia”. E’ questo il titolo del convegno che si è tenuto a Nusco nel pomeriggio di ieri. Erano in tanti in sala: cittadini di Nusco, ma anche e soprattutto rappresentanti del Pd e dell’Udc di Avellino, ma in particolare dell’Alta Irpinia che, come più volte ribadito resta un laboratorio culturale e politico di primo piano. A prendere parte alla discussione il sindaco di Nusco, Giuseppe De Mita, Gianni Marino del Pd locale ed Anna Maria Madaro dell’Udc, ma il momento clou dell’iniziativa è stato il confronto tra il capogruppo alla Camera dei Deputati Roberto Speranza del Pd e l’europarlamentare dell’Udc Ciriaco De Mita. Due storie, due culture politiche e due generazioni a confronto. All’inizio il saluto del sindaco De Mita che ha ringraziato tutti per la partecipazione  ed ha ribadito la sua decisione di fermarsi per il momento con la politica. Subito dopo l’intervento di Anna Maria Madaro che ha lanciato il dibattito partendo dall’argomento principe della discussione: l’articolo 49 della Costituzione e quindi il ruolo dei partiti e l’importanza che assumono per la democrazia la rappresentanza e la partecipazione dei cittadini alla politica ed alla vita dello Stato. Interessante anche l’intervento dell’esponente del Pd Gianni Marino che ha messo in luce il senso profondo di un ritrovato dialogo con l’europarlamentare Ciriaco De Mita ricordando un suo intervento in Parlamento del 1966 che incarnava ciò che è il vero senso della partecipazione e della rappresentanza dei cittadini.  Entusiasmo nelle parole del capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza che ha invitato tutti a riflettere seriamente sui rischi che corre la democrazia in Italia. “Sono orgoglioso e felice di essere qui – ha detto Speranza –  e di confrontarmi con il presidente Ciriaco De Mita. Voglio  subito entrare nel vivo della questione perché, dal mio punto di vista, molti cittadini non sono consapevoli dei rischi che si stanno vivendo per la democrazia. Il miglior modo per difendere i partiti, in questo momento, non è quello conservatore, ma è ammettere con chiarezza che così come sono oggi le cose non vanno. Rischiamo di non reggere. Far ritrovare la vicinanza dei cittadini alle istituzioni non significa, semplicemente, fare le primarie. Dobbiamo riflettere ed essere pronti perché lo scontro politico alle prossime elezioni europee sarà tra il campo democratico e quello anti democratiche e populista che, purtroppo c’è stato e sta avanzando rischiando di diventare maggioritario.  Dobbiamo difendere il campo democratico e lo possiamo fare soltanto dando risposte concrete con le riforme di cui stiamo parlando. Riusciremo a ritrovare fiducia e credibilità dei cittadini solo se, questa volta, non falliamo e portiamo a termine gli obiettivi e le riforme che ci siamo prefissi”.

A concludere i lavori l’europarlamentare dell’Udc Ciriaco De Mita che, durante il suo intervento non ha fatto mancare qualche frecciatina al Pd: “Tranquilli mi confronto con tutti, ma non sono passato con il Pd” ed ancora “Farei anche parte del Pd, ma è un partito che non esiste”. Ciriaco De Mita, con una lucida analisi storica, culturale e politica, ha poi discusso della questione della rappresentanza e della partecipazione democratica condannando le riforme che sta mettendo in campo il Governo Renzi. “Recuperare la democrazia partecipata? Sinceramente – ha spiegato De Mita – secondo me la partita è persa, ma l’intelligenza sfida l’impossibilità e si può ritentarla, ma lo si fa creando le riforme che ripropongono il processo di partecipazione e che devono essere funzionali ad organizzare la rappresentanza. Una cosa è certa: la soluzione non è quella mostruosità di legge elettorale che arriva da un accordo transattivo tra Berlusconi e Renzi o i tagli alle province o alle regioni che dir si voglia. Quello che io ho in testa è occuparmi delle comunità delle zone interne. Trovare un luogo ed un’occasione per far riflettere e parlare con i giovani per far conoscere loro la storia perché il futuro senza la conoscenza della storia è un processo irraggiungibile, mentre, radicando ed approfondendo la storia creiamo le premesse per il futuro”.