Parco Nazionale del Matese, la soddisfazione dei sindaci. Il presidente: Ognuno faccia la sua parte

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RED – Di ieri la notizia dell’istituzione del Parco Nazionale del Matese. Il raggiungimento di un obiettivo agognato da tempo, la possibilità di implementare uno sviluppo fondato su un’idea di territorio che tenga in conto gli aspetti naturalistici e paesaggistici.

Il territorio interessato abbraccerà due regioni, il Molise e la Campania, e quattro province, Benevento, Caserta, Campobasso ed Isernia. I comuni interessati: Ailano, Alife, Capriati al Volturno, Castello del Matese, Fontegreca, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Piedimonte Matese, Prata Sannita, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo d’Alife, Valle Agricola, per la provincia di Caserta.

Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Faicchio, Morcone, Pietraroja, San lorenzello,, Sassinoro, per la provincia di Benevento. Bojano, Campochiaro, Guardiaregia, San massimo, San Polo Matese, Sepino, per la provincia di Campobasso. Cantalupo nel Sannio, Castelpetroso, Castelpizzuto, Longano, Monteroduni, Pettoranello del Molise, Roccamandolfi, Sant’Agapito, Santa maria del Molise, per la provincia di Isernia.

Tra i sindaci si respira, ovviamente, grande entusiasmo. Le possibilità che l’istituzione di un Parco Nazionale sono tante e tali che, se sfruttate adeguatamente, possono davvero cambiare il volto del territorio di riferimento.

Il Presidente dell’attuale Parco Regionale del Matese, Umberto De Nicola, non nasconde anch’egli la soddisfazione per la decisione storica. Ad ogni modo, però, il Presidente non lesina qualche piccola critica ai sindaci, rei, a suo giudizio, di aver guardato per troppi anni il parco come una mera entità di vincoli. Arrivati a questo punto, secondo il Presidente del Parco Regionale, tutti gli attori in campo sono chiamati a fare la loro parte.

L’iter per l’istituzione definitiva del Parco Nazionale passa ora per l’approvazione definitiva del “ddl Parchi”, con la necessità di individuare l’adeguata copertura finanziaria, con il conseguente passaggio alla Camera dei Deputati.