Per Aquilonia è il giorno del lutto, l’ultimo saluto a Donato Tartaglia

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AQUILONIA – È il giorno dell’ultimo saluto, il giorno del lutto e del dolore per l’intera comunità di Aquilonia che, in religioso silenzio, si è riunita davanti alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, lungo il Corso Vittorio Emanuele, per accompagnare l’amico Donato nel suo ultimo viaggio. Sui volti di tutti un’enorme commozione, lancinante lo strazio dei familiari.

Il feretro è arrivato puntuale, seguito dal primo cittadino, Giancarlo De Vito, con indosso la fascia tricolore, e dal gonfalone del Comune. Presenti tutti i consiglieri comunali. Ad attendere la salma in chiesa, il parroco di Aquilonia, don Angelo Colicchio, monsignor Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, e don Cosimo, parroco di Monteverde.

Il primo messaggio di cordoglio è stato rivolto da monsignor Cascio che nell’omelia si è rivolto alla famiglia. “Siamo tutti colmi di dolore, tutti. Non è un dolore mediato, ma distillato, puro. E’ il dolore della sposa e dei figli”.

IMG_3060 (1)“La stima – ha proseguito il monsignore – è il sentimento che ci accomuna nel dolore. In questa condizione deve entrare la parola di Dio. Il martirio di Santo Stefano è un martirio cruento. Nessuno ascolti e giudichi, ma ascolti per affrontare meglio la vita. La testimonianza di Stefano – ha continuato Cascio – è la diaconia, il servizio. E poi la testimonianza della parola di Dio. Mi piace associare Donato al primo elemento, il servizio. Alla famiglia e alla società, per tutto ciò che per esse ha fatto. Ricordo il primo incontro che ho avuto con lui, quando mi fece da guida al Museo Etnografico. Questo aspetto, quello della diaconia, del servizio, la famiglia deve conservarlo e preservarlo”.

“Il salto immediato dalla vita alla vita eterna – il messaggio di monsignor Cascio – è avvenuto in un attimo e siamo certi che per Donato sia avvenuto come per Santo Stefano: Signore Gesù accogli il mio spirito. In questa parola – ha proseguito l’Arcivescovo, tra la commozione generale – c’è tutto: la sua parola, la sua famiglia, il suo operato”.

Ed infine, prima del Salve O Regina, un pensiero che non nasconde una precisa presa di posizione: “Donato ha vissuto guidato dallo Spirito Santo che non gli ha permesso di fare questo salto nel buio della disperazione”.

IMG_3061Nel coro dei ricordi e dei saluti, anche l’intervento del Sindaco di Aquilonia, Giancarlo De Vito. “Ci sono dei momenti – ha esordito il primo cittadino – in cui le parole non servono a parlare del dolore che si prova. Quello che è stato Donato non devo ricordarlo io. La presenza di così tanti Sindaci, dell’Amministrazione provinciale ed Enti culturali, è l’emblema di ciò che Donato ha fatto per l’Alta Irpinia.

Mi piace ricordarlo così, competente, capace, umile. Gli chiedevo consiglio spesso e lui diceva: fate in questo modo ma non dite che ve l’ho detto io”. Il Sindaco si commuove, si ferma e poi conclude: “Lui guardava al nostro paese, alla nostra Irpinia, alla nostra Campania. Non lo dimenticheremo ora che tutto sarà finito, ma faremo di tutto per ricordarlo come merita. Grazie Donato”.

Poi l’intervento di una signora che ha definito Donato “come un fratello”, aggiungendo poche parole che pesano come macigni: “Non sento il Natale, vivo più una Pasqua: e lui è l’agnello immolato”.