PROGETTO PILOTA | Barca punta l’obiettivo: Turismo, cultura e agricoltura

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CALITRI (AV) – Sindaci, Comitato nazionale per la Strategia delle Aree Interne, Regione Campania, Formez. Dopo il Focus Area Pilota Alta Irpinia, tenuto ieri a Calitri presso la sede della Comunità Montana Alta Irpinia, il giudizio è unanime: è un passo avanti deciso.
Ma è, anche, un impegno per i mesi che verranno. Fabrizio Barca ha definito “un passaggio davvero interessante” il lavoro di stamattina. Un’opinione condivisa dal Comitato, coordinato da Sabrina Lucatelli e facente capo al dicastero di Via XX Settembre “E’ un’idea guida – ha affermato infatti la Lucatelli – che è attenta al mercato, al lavoro e all’imprenditorialità. Ma va data maggiore importanza a settori quali il turismo legato all’agricoltura”.

Proprio turismo e agricoltura, insieme alla cultura, sono al centro dei suggerimenti di sviluppo che Barca ha dato ai sindaci. “Non perché il turismo possa risolvere i problemi di lavoro e di calo demografico – ha spiegato -, ma perché l’offerta culturale e ambientale è talmente alta che permette di iniziare subito. Ma è fondamentale indagare per bene i flussi turistici, approfondendo la parte routinaria. Senza questa indagine, allora vuol dire che non ci siamo”.

Barca ha citato le tante ricchezze del territorio, con una punta di stupore nel finale: “L’industria manifatturiera di enorme livello, le agricolture, le foreste per la filiera del legno, l’acqua, l’artigianato di qualità. Verrebbe da dire che c’è troppa roba. Non bisogna operare una scelta, ma procedere per sequenza: tutto troverà il proprio posto”.
Un intervento, quello dell’ex ministro della Coesione territoriale e attuale dirigente generale del Ministero dell’Economia, che ha certificato l’importanza della giornata. “Oggi – ha affermato – assistiamo ad un incontro quasi liberatorio: la definirei una alleanza stabile tra persone. La parola che mi viene in mente dopo gli interventi di oggi è ‘arcipelago’: dovete decidere voi se con una o più bandiere”. Dopo aver elogiato le modalità di lavoro, sottolineando che “prima di rapportarvi all’esterno avete messo a punto una strategia, anche di comunanza e di identificazione, e ogni sindaco ha inteso percepire la propria area come collegata alle altre”, ha tracciato un cronoprogramma rispetto al lavoro che attende i sindaci. “Una settimana per chiudere la bozza e spedirla al governo regionale e a quello centrale. Poi – ha proseguito – partirà la fase della scrittura della strategia, nella quale verranno dettagliatamente elencati i risultati da raggiungere e la relativa spesa e l’origine di quest’ultima. Ai primi di ottobre si giungerà al preliminare di strategia, che porterà alla firma dell’Accordo di programma quadro in dicembre. Ciò, però – ha ammonito Barca – prevede che il processo partecipativo vada avanti senza sosta”.

Ciriaco De Mita, sindaco di Nusco e presidente della Città dell’Alta Irpinia (che qualcuno ha proposto di ribattezzare “comunità”) ha invece da par suo spiegato la genesi della bozza: “Con questo lavoro – ha affermato De Mita – siamo alla ricomposizione della speranza. Far convergere tutti gli amministratori è stata un’opera non semplice, ma con calma siamo riusciti a creare una scala alla base della quale abbiamo messo i servizi: trasporti, scuola, sanità. Da questi siamo partiti per occuparci parallelamente di sviluppo: su tutto, il turismo, che spinge verso una pluralità di opportunità. Ma la cifra comune deve essere una maggiore fiducia nel futuro”.

Molto atteso anche l’intervento di Serena Angioli, da pochi giorni nominata assessore regionale ai Fondi comunitari, che con la sua presenza ha voluto “testimoniare l’attenzione della nuova giunta e del governatore De Luca per le aree interne”. “Aprirsi a fattori esterni che possano determinare un’accelerazione del processo, di per sé piuttosto lento”. Su questo punto la Angioli ha posto l’accento. “Per raggiungere l’obiettivo – ha aggiunto – c’è bisogno di un processo di governance e di un processo di mobilitazione delle risorse, che vada però di pari passo con la velocizzazione dei vari passaggi burocratici”. Un ultimo passaggio il neo assessore lo ha dedicato alla necessità di adottare una politica condivisa: “E’ fondamentale per avere un accesso più facilitato ai fondi comunitari – ha affermato -, senza però che ciò metta a rischio le specificità locali”.