PROGETTO PILOTA | De Mita a muso duro: O finiscono le insinuazioni o ci penso io

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NUSCO – C’era grande attesa per l’assemblea dei venticinque sindaci della Comunità dell’Alta Irpinia, convocata a Nusco alla presenza del neo-coordinatore della Strategia Nazionale per le Aree Interne, Enrico Borghi.

C’era attesa, oltre che per conoscere lo stato dell’arte in vista della sigla dell’Accordo di Programma Quadro, anche (per alcuni soprattutto) perché si trattava del primo incontro tra i sette sindaci dissidenti e la maggioranza rimasta dalla parte del presidente dell’assemblea Ciriaco De Mita. I primi, che ieri erano quattro – mancavano Di Maio (Calitri), Cappiello (Conza) e la DI Cicilia (Villamaina) – sono stati rappresentati da Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, che nel suo intervento, dal tono molto istituzionale, rimarcato le differenze ma sottolineato anche i punti di contatto.

La Repole durante il suo intervento
La Repole durante il suo intervento

“Ci ritroviamo appieno nel lavoro svolto – ha affermato la Repole -, ma la nostra posizione non è mutata: quello che poniamo è un problema di chiarezza, anche nella comunicazione istituzionale, e di governance”. Lo ha ripetuto più volte, invitando poi a rispolverare il lavoro diviso per commissioni, a dare il giusto peso al problema dell’eolico (ma più in generale dell’ambiente) e a “coinvolgere i giovani e il mondo dell’associazionismo nell’elaborazione della Strategia definitiva”. Ha parlato anche Ferruccio Capone, sindaco di Montella, che ha invocato la creazione di una “struttura per un lavoro più preciso e puntuale”. A differenza della Repole, Capone ha lamentato qualche “distonia tra quanto detto e quanto poi scritto nella Bozza di Strategia”, e ha attaccato la Provincia: “Fa parte del tavolo – a detto – ma non si è mai presentata. Ha distribuito 12,5 milioni di euro sulle scuole, provenienti da avanzo di bilancio, secondo logiche clientelari e 20 milioni sulle strade. Eppure poteva dare un segnale e aiutare quest’assemblea”.

La platea di sindaci
La platea di sindaci

De Mita, dal canto suo, è stato al solito pacatamente duro. Ha diviso il suo intervento in due filoni: replica ai dissidenti (nella prima e nell’ultima parte) e, in mezzo, descrizione dello stato dell’arte del Progetto Pilota in vista della firma dell’Accordo di Programma Quadro. Dopo aver lodato l’operato di Domenico Liotto, funzionario regionale (presente al tavolo) attaccato nelle scorse settimane dal sindaco di Calitri Michele Di Maio, definendolo “di un’umiltà incredibile e il cui lavoro è stato indispensabile per far partire questa nave”, ha piazzato nel mirino i sette sindaci dissidenti. In primis, lo stesso Di Maio, che a detta di De Mita “meriterebbe toni severi, perché parla senza sapere. Non sa, ad esempio di quanto grande sia la risposta che l’Azienda forestale dà dal punto di vista ambientale al nostro territorio”. Sempre contro i dissidenti la conclusione del suo intervento.

“Lamentate l’assenza di una struttura – ha affermato -, ma paradossalmente senza struttura siamo andati avanti meglio. Ma chi non ha pensiero non dovrebbe parlare, perché non è molto simpatico quando ci si lascia andare alla logorrea. Abbiamo discusso delle schede di cui voi chiedete, ma dovete capire che siamo un’associazione di sindaci. Abbiamo potere propositivo, non di progettazione: per la progettazione ci siamo affidati a Invitalia”. La chiusura sembra qualcosa di più di un ammonimento: “Inciuci, ingiurie e insinuazioni terminino oggi. Perché se non terminano, e lo dico serenamente, le faccio finire io. Non posso tollerare il dileggio degli sprovveduti”.

Azienda agricola trebbiatura

In mezzo, come detto, il punto sullo stato dell’arte del Progetto Pilota. “Per quel che riguarda la sanità il disegno c’è ed è completo. Sui trasporti si può dire che siamo a buon punto (priorità assoluta sarà data alla SP6 Lacedonia-Monteverde), mentre l’elemento critico è la scuola, su cui da Roma abbiamo trovato ostacoli che però contiamo di superare. I punti fermi sono la presenza delle scuole elementari e medie in tutti i comuni. Quanto alle scuole superiori, va potenziata la formazione classica e recuperata quella professionale”.Sempre in tema di istruzione, De Mita ha cercato di inserirsi in una polemica tutta avellinese: “Potremmo utilizzare forme sperimentali – ha affermato -: ad Avellino la facoltà di Enologia e in Alta Irpinia l’Istituto Agrario, sapendo che però dobbiamo un po’ cambiare il modo di vedere l’agricoltura, da fonte di sussistenza a fonte di eccellenza”.