Consorzio Servizi Sociali, la nuova trincea. Capone durissimo: Un golpe da Prima Repubblica

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MONTELLA – Resta arroventato il clima all’interno dei venticinque sindaci che siedono al tavolo della Comunità dell’Alta Irpinia.

Il nuovo fronte aperto è ora quello del Consorzio dei Servizi Sociali, le cui nuove nomine sono state stabilite ieri a Lioni durante la riunione per il rinnovo del Cda (leggi qui). Dopo il tono “da bastone e carota” utilizzato da De Mita nel suo intervento, arriva la risposta durissima da parte del sindaco di Montella, Ferruccio Capone, che si è unito al Gal “I sentieri del buon vivere”, comprendente comuni del salernitano. Capone si dice “amareggiato e sconcertato dall’esito della riunione di ieri”. Di seguito, la nota integrale di Capone.

“E’ stato un vero e proprio golpe alla vecchia maniera da prima Repubblica. Il sistema partitico prende il dominio economico e antidemocratico e mette a rischio anni di programmazione e duro lavoro. Attuando vendette e ritorsioni per creare centri di potere con la forza e l’arroganza. Così non si aggrega ma si divide ancora di più, dire antidemocratico il sistema dei “numeri” di partito è poco!!. Ci si ritrova di fronte all’ennesima ipocrisia altirpina, in cui si dicono e si sostengono valori e ci si comporta diversamente nei fatti. Nella riunione sul rinnovo del Cda del Consorzio dei servizi sociali, abbiamo avuto l’ennesima riprova che, nei fatti, non esiste nessuna volontà di aggregazione per il bene del territorio. Tutto gira intorno ai numeri, al peso dei partiti e alle ritorsioni e vendette personali.

Sulla questione Gal ricordo benissimo che nella riunione tenuta a Bisaccia il 5 Luglio scorso nell’ambito dell’assemblea dei sindaci, il sindaco Capone chiese al presidente della Comunità dell’Alta Irpinia come organizzarsi rispetto alla delibera n. 19 circa il criterio di rifondazione dei GAL. Il presidente, con distacco e disinteresse, lasciò totale libertà di scelta ai sindaci dei singoli comuni. A distanza di alcuni giorni dalla polemica non si è agito nell’interesse del territorio ma per soli scopi partitici. Sarebbe positiva una mediazione tra il vecchio e il nuovo Consiglio di Amministrazione. Sono rammaricato e preoccupato per il comportamento perpetrato dal qualcuno per vendetta con la sola conseguenza che anziché aggregare si spacca la Comunità dell’Alta Irpinia. E’ aberrante e prepotente la proposta dell’amico sindaco De Angelis che si è presentato in assemblea, in modo premeditato, con progetto e nominativi a marchio Udc dichiarando che l’Udc aveva i numeri per decidere i componenti del nuovo Cda. Questo tipo di comportamento tradisce i principi della Comunità Alta Irpinia nonché il lavoro svolto finora.

In sintesi due sono le riflessioni che pesano: in primis il Pd con tutte le sue traversie interne è responsabile di aver abbandonato e tradito il lavoro svolto dal presidente Vito Farese e dai suoi rappresentanti in seno al Cda lasciandolo solo rispetto alle barbarie vendicative dell’Udc. In secondo luogo, con questo forte e premeditato atto di arroganza e prepotenza politica, i centri di potere della I° Repubblica ritornano in auge smontando di fatto tutto ciò che di buono si era costruito negli anni addietro. Dopo questa analisi cruda ma reale, faccio appello ai colleghi sindaci che, nell’interesse del territorio e delle persone che essi rappresentano, devono abbandonare il modus operandi dettato dalla “sete di potere” e cercare la via delle soluzioni bonarie da condividere, in cui a prevalere sia il buon senso e la responsabilità nei confronti di un intero territorio e non dei singoli partiti, ripristinando l’interesse della comunità. Ciò è possibile facendo tutti un piccolo gesto di umiltà, considerato che in seno al nuovo Cda l’ Udc-Pd ha i numeri per controllare la maggioranza, può indicare un presidente di altra componente politica a dimostrazione che si vuole compattare e riprendere un percorso nell’interesse più generale. Questo è aggregare e costruire”.